Alessandro Calamai, la “mente” del Prato Calcio a 5

59calamai517f88071bc65.jpgCalamai, dopo anni da laterale, è passato al delicato ruolo di centrale difensivo, “mente” del gioco biancazzurro. Intervista ad un giocatore fortissimo e fin troppo umile: “Che entusiasmo attorno a noi! Rimanere è stata la scelta giusta”.

Alessandro Calamai, dopo tre buone prestazioni sabato giocate sul campo del quotato Castellamonte. Che partita ti aspetti?
“Sarà una bellissima sfida. Vediamo se siamo carne o se siamo pesce. E’ un test per entrambe le squadre, le ambizioni sono alte sia per noi che per loro. Il Castellamonte ha avuto un calendario strano e solo ora fa il suo esordio in casa. Vorrà fare bene, è un’ottima squadra che avrà grosse motivazioni e che potrà anche contare sul suo bel tifo. Noi vogliamo proseguire nella nostra striscia positiva. L’obiettivo del resto è fare un campionato di vertice, dunque non possiamo che giocare per vincere”.
Dopo un precampionato deludente, la sensazione è che la squadra stia crescendo di partita in partita a vista d’occhio.
“E’ così. Il precampionato non è andato benissimo ma siamo una squadra nuova. Con tanti elementi è solo il primo anno che siamo insieme, serve tempo per conoscersi ed entrare in confidenza. Stiamo crescendo anche se resta ancora tanto da imparare e da migliorare. Da un certo punto di vista meglio così, perché significa anche che abbiamo ancora grossi margini di crescita”.

Alessandro Calamai, sempre più importante nell'economia del gioco laniero

Alessandro Calamai, sempre più importante nell’economia del gioco laniero

Come ti trovi da centrale?
“E’ un ruolo che mi piace, anche se ho ancora tanto da lavorare, specialmente in fase difensiva. A Grosseto per esempio non ho giocato molto bene, soprattutto nel primo tempo. Col Pisa sono andato già un po’ meglio. Tra l’altro non pensavo che il mister mi facesse di nuovo partire centrale anche contro il Cus, invece mi ha dato fiducia riproponendomi proprio in quella posizione. Non sono andato benissimo neanche stavolta ma qualche miglioramento c’è stato. Del resto finora avevo giocato da centrale solo un anno in serie D, dove il livello degli avversari non è certo quello che troviamo nei campionati nazionali. C’è moltissimo che devo imparare. Ci vuole occhio, senso della posizione, abilità in marcatura, sono qualità che non si improvvisano. Ci sono da mettere insieme tante piccole cose che alla fine fanno la differenza”.
Sembra di capire comunque che il ruolo di centrale non lo stai “subendo”.
“Al contrario, mi piacerebbe molto diventare un vero centrale. E’ un ruolo di grande responsabilità nell’equilibrio di una squadra, ma del resto uno le responsabilità se le deve pur prendere. E’ mia intenzione lavorare per migliorare sempre ed essere sempre più importante per la squadra. Ascolto i consigli dei miei compagni e del mister, col loro aiuto crescerò”.
Torniamo al tuo Prato: la squadra dà l’impressione di cominciare a crederci.
“La cosa fondamentale è il gruppo. Ci stiamo affiatando. Wellington si è integrato molto bene, Vincentini lo stesso, tutti stiamo imparando a conoscerci e ad intenderci. Così è più facile anche per i giovani entrare e fare bene, vedi per esempio il portiere Campagna che all’esordio da titolare si è mostrato subito molto concentrato”.
Il Prato gioca molto più propositivo che in passato. Questo piace ad un giocatore dai piedi buoni come te?
“Molto. Questo tipo di manovra è davvero stimolante: fare possesso, provare ad imporre il proprio gioco. Certo, per riuscirci ci è richiesta grande qualità, non è facile, ma ci stiamo impegnando tutti per fare quello che ci chiede il mister. Sappiamo di essere ancora all’inizio. Contro la Astense abbiamo sofferto di più, anche perché loro salivano a portare bene pressione sulla nostra tre quarti. Con Atlante e Pisa abbiamo girato palla meglio, grazie anche al fatto che gli avversari ci aspettavano stando più bassi”.

Calamai l'anno scorso ai play-off

Calamai l’anno scorso ai play-off

Sentite anche voi giocatori l’entusiasmo crescere attorno a voi?
“Sì, molto. Del resto abbiamo avuto partenze di peso ma anche grandi arrivi, la squadra c’è. L’entusiasmo sta crescendo anche da parte del pubblico, il palazzetto sta tornando a trasmettere grosse emozioni. Sentiamo partecipazione anche da parte della gente che magari non viene ancora a vederci, ma si fa viva con tanti contatti su internet e commenti. Poi c’è chi al palasport ci viene e spunta addirittura anche in trasferta, come i nostri grandi tifosi. La Gioventù Sconvolta è esaltante. Noi giocatori però dobbiamo essere bravi a non farci prendere da questo entusiasmo generale. Occorre tenere i piedi ben saldi a terra, e combattere partita dopo partita motivati e senza lasciare niente al caso”.
Sei contento di essere rimasto in biancazzurro?
“Sono contentissimo, era la scelta giusta da fare. Ne andava anche del mio bene stare alla massima categoria a cui un giocatore può ambire. Sono contento della squadra, del gruppo, di tutto quanto. Ripeto, ho fatto la scelta giusta”.