Andrea Querci: “Mi sembra un sogno essere qui”

Andrea Querci2Andrea Querci, 38 anni, ex allenatore del Signa C/5 Femminile, è entrato a far parte dello staff del Prato C/5 affiancando Lanfranco Corsi nella veste di collaboratore tecnico dell’Area Under Prato, guidata da Carlo Mercadante.

Di Bagnolo, località vicino a Montemurlo, Querci oltre che un ottimo allenatore è un appassionato biancazzurro di lungo corso. A lui va il nostro caloroso benvenuto ufficiale in maglia laniera.
Allora Andrea, dopo queste settimane di intenso lavoro quali sono le tue prime impressioni in biancazzurro?
“Direi che sono indescrivibili. Sono ancora stupito di essere qui. Il primo giorno quasi mi mancava il fiato e le prime volte si vedeva che ero un po’ irrigidito. Il Prato Calcio a 5 è il massimo. Ancora mi pare sia un sogno”.
Che aria si respira in gruppo?
“Si respira l’aria del calcio a 5. Mi sono trovato a collaborare con due persone molto preparate come Carlo e Lanfranco, da cui ogni volta apprendo qualcosa di nuovo. C’è un’aria di grande ottimismo. Come quando nel costruire una casa si butta giù il progetto, si parte dalle fondamenta, ma già si sogna lo stabile completo. I ragazzi sono eccezionali, c’è tanto impegno e tanta voglia di fare. L’aria è senza dubbio positiva”.
Cosa ti ha convinto ad entrare nel Prato C/5? Il fatto di essere già un appassionato biancazzurro ha contato?
“Il Prato è la mia squadra del cuore, del mio sport preferito. Sembra una frase fatta, ma è la realtà. Non penso ci fosse bisogno di essere convinti. Il mio sogno dopo l’avventura nel femminile era quello di crescere e imparare di più. Mentre nella mia testa mi viaggiavano questi pensieri mi è capitata questa occasione, che ho visto come un’occasione d’oro. Spero solo di essere in grado di dare un contributo. Passione e impegno da parte mia di certo non mancheranno. Il Prato è il top”.

Andrea Querci, nuovo componente dello staff dell'Area Under Prato

Andrea Querci, nuovo componente dello staff dell’Area Under Prato

Raccontaci la tua esperienza di calcio a 5. Noi ti abbiamo conosciuto anni fa come allenatore nel calcio a 5 femminile…
“Ho cominciato a giocare a calcio a 5 dopo aver fatto tutta la trafila nel calcio dai 5 anni fino ai 15-16. Il mio fisico, che a 16 anni era ancora da bambino, mi fece avvicinare al calcio a 5 dove contava un po’ di più la tecnica individuale rispetto alla forza fisica. Poi passai al calcio a 5 amatoriale Uisp, giocando in Prima e in Eccellenza. Quanto al femminile ed alla mia ‘carriera’ di allenatore, iniziò tutto per caso nel 1999. Tornai dal mare e c’era un’amica che giocava in una squadra di Montemurlo…”.
In che ruolo giocavi nel calcio a 5?
“Ho fatto tutti i ruoli. Ero un giocatore molto duttile. Universale, ultimo, pivot… Da questo mi porto dietro la filosofia che non esistono i ruoli ma le posizioni. Per essere un buon calcettista devi avere due piedi, saper attaccare, saper difendere e conoscere tutti i ruoli”.
Continuerà anche il tuo impegno col Signa nel calcio a 5 femminile?
“Il femminile è il primo amore, e per sempre lo terrò con me nel cuore. Ancora non so se vorranno tenere attivo il canale Youtube che curavo, in tal caso penso che continuerò con i montaggi video, ma non più di questo. So che si stanno muovendo molto bene per prendere un allenatore molto preparato, ma per ora non fatemi domande, perché anche lì il mercato è molto delicato”.
Torniamo al Prato: che campionato ti aspetti dall’Under 21 laniera che sta nascendo?
“I ragazzi mi piacciono molto. Ancora li devo conoscere per bene, e ancora mi devo confrontare con questo campionato. Carlo e Lanfranco sono molto bravi, la società si sta muovendo bene. Visti i ragazzi negli occhi, mi aspetto un’Under 21 da protagonisti. Credo che l’importante siano la crescita, la maturazione e la presa di consapevolezza. Il nostro compito da allenatori è far crescere i ragazzi, facendo capire loro che sono il futuro del Prato C/5, sono il futuro di un Prato C/5 che ha una grande voglia di tornare grande e di riempire di nuovo l’Estraforum”.
E dalla prima squadra cosa ti attendi?
“Io amo il Prato Calcio a 5… Ho tifato Prato nei momenti in cui vinceva, nelle retrocessioni, nelle stagioni di play-off, nelle stagioni in cui ha sfiorato i play-out. Nel cuore spero in una stagione come quella dell’anno scorso, dove abbiamo sognato la promozione fino al viaggio in Puglia. L’idea, il progetto della ristrutturazione dell’Area Under mi fa ben sperare per il futuro. Per il presente, aspettiamo la fine del mercato e guardiamo. Non so per certo per quali obiettivi lotterà il Prato, quello che so di sicuro è che il cuore biancazzurro della squadra mi terrà incollato alle poltronette dell’Estraforum a tifare dalla prima giornata di ottobre all’ultima (che spero possa essere magari la finale dei play-off promozione)”.
Qual è il tuo ricordo biancazzurro preferito?
“Beh ce ne sono tanti… La Champions, lo scudetto… che sarebbero ricordi scontati. Ricordo con piacere la classe di Andrejic. Credo fosse il 1997 più o meno. Poi mi ricordo una partita giocata dal Prato contro il Chieti all’Estraforum (ma allora era il PalaPrato, o forse il Palaconsiag), dove il Prato di Velasco andato sotto 1-0 giocò tutta la partita praticamente nella metà campo del Chieti facendo un possesso palla impressionante. Finì 1-1, ma mi colpì la forza che ebbe quel Prato di schiacciare per 40 minuti effettivi una squadra, non mollando mai un attimo e andando a mille all’ora per tutto il tempo. Poi… Pippo, che mi ha sempre impressionato per grinta, qualità, quantità… ma Pippo ancora faccio fatica a considerarlo passato”.
E a livello personale quale obiettivo ti proponi per la prossima stagione?
“Difficile dirlo, questo è un anno zero, una nuova partenza. In tutte le stagioni che ho fatto in panchina sono sempre cresciuto insieme alla squadra. Spero di riuscire a farlo anche qui, con questo gruppo, in questa società fantastica. Mi piace da morire lavorare con i giovani. Trasmettere quello che hai imparato, aiutarli a maturare. Per dirlo in maniera un po’ poetica tirar fuori dalla roccia grezza quel campioncino che c’è sotto”.