“Calma, non abbiamo ancora fatto niente”

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Le parole di Luca Di Lalla, che da alcune settimane gioca stringendo i denti a causa di alcuni guai fisici. Il capitano loda la squadra (“Un gruppo fantastico”), ripensa al Cornaredo (“Bella squadra, solo che non hanno voluto cambiare gioco”) e poi dichiara: “Lotteremo fino all’ultima stilla di energia”. L’intervista.

La gioia c’è, ma non abbiamo ancora fatto niente. E’ questo il senso delle parole di Luca Di Lalla, promosso quest’anno al grado di capitano del Prato dei miracoli. L’attaccante, classe 1982, sa che l’entusiasmo è carico di energia positiva ma sa anche che può essere un’arma a doppio taglio.
Sotto col lavoro, dunque. E anche col recupero, visto che da alcune settimane, pur mantenendo al riguardo un riserbo stoico, Luca Di Lalla scende in campo stringendo i denti per un brutto acciacco. Già contro il Bologna, in uno scontro di gioco fortuito, Di Lalla rimediò un pestone all’attaccatura del piede che non ha mai smesso di dargli fastidio e che da qualche settimana lo sta molto limitando.
E’ da lì che cominciamo la nostra chiacchierata.

Capitano, come stai?
“Insomma. Stamani sono andato a farmi vedere perché ieri francamente zoppicavo. La contusione e la storta rimediate col Bologna pare abbiano portato ad una forte infiammazione al tendine d’achille. Vista la coincidenza con quello che è capitato a quel campione di Zanetti, incrocio le dita e faccio tutti i debiti scongiuri. Io però non ho nessuna intenzione di mollare, è da un po’ che ci gioco sopra ed intendo continuare. In settimana mi voglio curare ma anche allenare, in modo se non altro da mantenere quel minimo di condizione fisica che ho recuperato. Ci tengo a dare una mano ai ragazzi. In questo momento topico poi non starei fuori per niente al mondo”.
Cosa vi resta dentro dopo la grande prova col Real Cornaredo?
“Una grande felicità e la contentezza per il risultato. Adesso però pensiamo solo ad allenarci bene e poi vediamo cosa succede. Feste? Nessuna. Non abbiamo ancora fatto niente”.
Il Salinis resta favorito per l’accesso alla finale?
“Sì, senza dubbio. E’ una squadra forte ed ha un argentino di livello. Noi però non ci facciamo grandi problemi. Partiamo per andarcela a giocare ed alla fine chi avrà meritato passerà in finale. Se al fischio finale sarà toccato a noi bene, altrimenti stringeremo la mano al Salinis e gli faremo le nostre congratulazioni”.

Capitan Di Lalla richiama tutti alla massima concentrazione: "Calma, non abbiamo ancora fatto nulla" (foto di Pietro Leoni)

Capitan Di Lalla richiama tutti alla massima concentrazione: “Calma, non abbiamo ancora fatto nulla” (foto di Pietro Leoni)

In questi anni vi hanno dato per morti così tante volte che ormai immagino non le contiate neanche più. Eravate “morti” anche quest’anno, ed eccovi qua, a lottare col coltello fra i denti.
“E’ buffo ma è proprio così. Quante volte ci hanno dato per spacciati, per sconfitti! Anche il primo anno del mio ritorno a Prato dovevamo retrocedere diretti. Venivo dalla Futsal Fiorentina, partimmo per salvarci ed arrivammo ai quarti di finale dei play-off, quando ci facemmo soffiare la qualificazione in semifnale dal Chiuppano. Poi siamo arrivati alla semifinale con Reggiana e Forlì, solo l’anno scorso abbiamo sofferto davvero. Tra infortuni e situazioni particolari andò tutto male nella passata stagione, ma siamo stati bravi a condurre in porto la salvezza. Quest’anno, rieccoci ai play-off. Diciamoci la verità: veniamo da delle stagioni piene di soddisfazioni, da degli anni davvero splendidi”.
Tra giornali, radio, tv, internet i numeri dicono che avete fatto il botto battendo il Real Cornaredo: avvertite questo improvviso risveglio di attenzione attorno a voi?
“Sì, ed è esaltante per noi. Vediamo gente riaffacciarsi al palazzetto (con la speranza – ci viene da dire – di essere fatti entrare, ndr), che chiede informazioni, che torna a sostenerci. Essere arrivati fin qui è una bella soddisfazione per noi, per la nostra gente e per tutta la città”.
Ultimamente da bomber assoluto stai divenendo sempre più spesso uomo-assist. Che fai, cambi mestiere?
“Probabilmente la fascia di capitano che Pippo mi ha dato mi sta responsabilizzando più di prima, e mi viene normale tendere a giocare di più per la squadra. Intendiamoci però: fare gol mi piace sempre e tanto, il gol io ce l’ho nel sangue, non intendo smettere di segnare. Però adesso tendo a fare di più il bene della squadra, e se piazzo un assist sono contento come se avessi segnato io”.
E poi accanto a te hai il tuo “gemello del gol” Apruzzese che è scatenato.
“Peppe quest’anno è veramente micidiale sotto porta. E’ una sicurezza, gli dai il pallone e sai che 99 volte su 100 è gol. Anche per questo a volte invece di tirare passo la palla a lui (sorride, ndr)”.

L'attaccante Luca Di Lalla (foto di Pietro Leoni)

L’attaccante Luca Di Lalla (foto di Pietro Leoni)

Che vuoi dire alla squadra?
“Gli dico di continuare così, e poi gli dico grazie. Quando mi è stata data la fascia nessuno ha storto la bocca, neanche i grandi vecchi come per esempio Nardi o Birghillotti. Per me è un onore stare in questo gruppo. Comunque vada a finire questa stagione, abbiamo un gruppo veramente fantastico, da Campagna in là nessuno escluso”.
Torniamo alla prima partita di semifinale. L’esito è stato davvero inatteso, anche per le proporzioni finali del punteggio. Secondo te il Real, per semplificare, è stato più sprovveduto o presuntuoso?
“Cominciamo col dire che il Prato ha fatto una grande prova, dal primo all’ultimo minuto. Quanto al Cornaredo, non mi piace andare a guardare in casa d’altri. Posso dire però che non ho visto un Cornaredo presuntuoso. Ho visto una bella squadra, che probabilmente si è fidata troppo della forza del proprio attacco. Se fossi stato in loro probabilmente sul 6-2 o al massimo sul 7-2 avrei cambiato tattica, mi sarei chiuso in difesa ed avrei provato a sfruttare io le ripartenze. Evidentemente loro non hanno voluto rinnegare la natura del loro gioco. Così facendo però hanno un po’ perso di vista il discorso della differenza reti, che in un triangolare è importante. Comunque è un Cornaredo che era partito forte dimostrando di essere una squadra di tutto rispetto. A Prato, semplicemente, gli è successo di sbagliare giornata. Capita. Ma questo Cornaredo merita molto rispetto”.
Le ultime prestazioni di Nardi tra i pali sono state notevoli.
“In questo ultimo paio di mesi è tornato un Nardi eccezionale, quello che del resto conoscevamo da sempre. Lo vedo carico e tranquillo insieme. Vuol dire tanto, perché trasmette tutto questo alla squadra”.
Ultima domanda. Cosa dite a chi magari smalignava che, raggiunti i play-off, avreste tirato indietro la gamba?
“Niente. Solo che si sarà capito che noi indietro non tiriamo proprio nulla. Stiamo dando tutto di noi stessi per il sogno della serie A2. A breve ci faremo centinaia di chilometri in pulmino per andare a giocare in Puglia, qualcuno può pensare che lo si faccia tanto per fare? Non scherziamo. Lotteremo per il nostro sogno fino all’ultima stilla di energia”.