Cleber: “Essere al Prato C/5 è un onore per me”

Cleber_1Il portiere, che si ispira all’ex nazionale brasiliano Lavoisier, aveva anche offerte dalla Spagna ma ha scelto Prato: “Mi ha convinto il modo in cui mi ha accolto il gruppo, mi hanno fatto sentire a casa. Ora sotto col lavoro, dobbiamo puntare ai play-off”.

Allora Cleber, dopo qualche settimana di prova “reciproca” a Prato tu e la società vi siete convinti. Com’è andato questo tuo arrivo così “meditato”?
“Sono venuto a Prato perché avevo bisogno di qualche settimana per valutare bene quale sarebbe stata la mia destinazione. Avevo offerte anche dalla Spagna, ma il modo in cui il gruppo del Prato mi ha accolto mi ha fatto sentire a casa ed a quel punto non ho avuto più dubbi. In questo momento era proprio ciò che cercavo”.

Cleber, nuovo portiere biancazzurro

Cleber, nuovo portiere biancazzurro

Secondo te è possibile che il Prato rimonti ed arrivi ai play-off?
“Ho accettato di restare qui proprio perché credo in questo obiettivo. La squadra è stata modificata sul mercato e adesso occorre lavorare tanto per far capire ai nuovi il sistema di gioco di mister Coccia. Sabato per il Prato inizia un altro campionato, nel quale l’obiettivo si chiama play-off”.
Come portiere ti ispiri a qualche numero uno in particolare? A Prato dicendo “portiere brasiliano” viene subito in mente il grande Alexandre Feller…
“Certo, mi sono sempre ispirato a Lavoisier, ex nazionale brasiliano. Ho avuto la fortuna di essere suo compagno di squadra quando ero giovane ed è sempre stato il mio modello. Quanto a Feller, per me è stato il portiere oriundo più forte che abbia giocato in Italia”.
A proposito di Italia, sei qua ormai da qualche anno, quali esperienze della tua carriera ricordi con più piacere?
“Questa è la mia sesta stagione nel Bel Paese. Per me tutte le esperienze sono state positive, anche quando magari non tutto è andato come si sperava. Anche in quei momenti si cresce, come professionista e soprattutto come uomo. Certo che l’esperienza in A1 è stata una grande soddisfazione personale, però anche adesso vestire una maglia con 2 scudetti, 2 coppa Italia e 2 Supercoppa e diverse partecipazioni alle coppe europee è una grande soddisfazione per un professionista. Per me è un onore essere qui al Prato”.
Il campionato ormai se lo giocano Bra, Astense e Poggibonsese?
“Per quanto riguarda le altre squadre non posso fare commenti perché non le conosco. Noi invece dobbiamo lavorare molto e pensare soltanto a noi stessi. Poi il campo ci dirà dove saremo arrivati”.
Che avversario era Rafinha al Catanzaro? Che tipo di giocatore è?
“Abbiamo giocato contro nella scorsa stagione, in un girone fortissimo. E’ un giocatore con caratteristiche difensive e di impostazione di gioco della squadra. E’ anche dotato di un buon tiro. Penso che si tratti proprio del giocatore che più mancava nella nostra rosa”.
E’ vero che sei un appassionato di tè?
“Eh eh eh… Certo, sono Gaucho e quando si parla di Gaucho la prima cosa che viene in mente è il Chimarrao… Più che un piacere è un’abitudine di chi nasce e cresce nel Rio Grande Do Sul”.