“Dobbiamo ripagare il gran lavoro del nostro mister”

Marco Campagna2Marco Campagna, portiere nato a Prato il 7-10-1994, punta ad un’annata da protagonista, sogna di riconquistare il posto in prima squadra ed intende ripagare la fiducia del suo tecnico, Carlo Mercadante.

Allora Marco, confermato e motivato, no?
“Sì, molto motivato. Resto al Prato e per me è una nuova conferma. Il mister ci ha detto che rispetto all’anno scorso la situazione è nuova. Ci ha spiegato subito che oltre all’Under 21 ci sarà anche la Juniores, e che in generale ci sarà più attività. Anche tra i giovani sono tanti i nuovi arrivi in corso. Saremo più impegnati, e la cosa mi suona molto bene. Ho parlato con mister Mercadante e sono molto felice della mia conferma. Già l’anno scorso del resto mi sono trovato benissimo”.
Come valuti il tuo collega di reparto, Laino?
“Mi ci trovo bene. Laino è un bravo ragazzo, siamo due portieri che se la possono lottare con tutti. E’ un bel portiere anche lui. Andiamo molto d’accordo, poi com’è logico ci giochiamo il posto per la domenica mattina”.

Marco Campagna, in campo nella serie B 2012-2013

Marco Campagna, in campo nella serie B 2012-2013

Com’è questa nuova Under 21 in costruzione?
“C’è molta voglia di far bene. Vogliamo la rivincita della passata stagione, dobbiamo arrivare ai play-off. L’anno scorso eravamo al varo di una nuova avventura, il mister ci aveva detto che non sarebbe stata una annata da Prato, ma che la stagione sarebbe servita per conoscerci. Adesso ci siamo, siamo cresciuti e stanno arrivando anche buoni giocatori. Tra i nuovi conosco Omar, ci ho giocato insieme nella Zenith, e poi Santoro”.
La prima squadra è un obiettivo?
“Per me sì. L’anno scorso ero fisso in prima squadra, quest’anno non si sa. Giustamente c’è da riconquistare il posto, e nel tempo quello per me è un obiettivo. Per ora penso all’Under 21, poi è chiaro che il sogno di qualunque giocatore è approdare alla prima squadra”.
Il Prato Calcio a 5 sembra nel pieno di una nuova partenza.
“E’ così, si respira un’aria nuova piena di attività e di obiettivi. C’è molto lavoro anche sul giovanile, il Prato vorrebbe avviare anche la scuola calcio. Sta venendo su un bel vivaio, c’è tanta energia e ci sono tanti ragazzi qui che hanno voglia di crescere, di giocare. L’anno scorso non era così, c’erano solo la prima squadra e l’Under 21, questo cambio di passo è stimolante. Mister Mercadante ha dato un grosso impulso a tutto questo creando l’Area Under Prato. E’ bravo ad allenare ma anche ad organizzare, merita i suoi successi. Non è facile coordinare tutto, meno male che ci sono anche Lanfranco Corsi ed ora anche Andrea Querci ad aiutare lui e noi. Il mister si sta veramente facendo il mazzo per noi, adesso tocca a noi ripagare tutti i suoi sforzi”.
Come valuti le tue caratteristiche di portiere?
“Le mie caratteristiche le conosco bene, lascio che siano gli altri semmai a parlarne. Io voglio dimostrare in campo di saper parare, non voglio mettermi a fare chissà quali dichiarazioni. Mi sto allenando con impegno e convinzione, il Prato lo sa. Poi ci possono essere anche giornate no, come invece ci sono quelle partite, come Pistoia e qualche altra l’anno scorso, in cui riesco a dire di no agli attaccanti avversari”.
E Coccia promosso tecnico della prima squadra come lo vedi?
“Lo vedo bene, sono contento della sua scelta. E’ un peccato aver perso Pippo ma la società ha fatto la scelta giusta per sostituirlo. Io Coccia lo conosco solo da un anno ma so che è una brava persona e sono certo che saprà fare bene, anche perché è stato anche un ottimo giocatore. La squadra mi sembra buona, ha avuto delle partenze importanti ma anche tante conferme di peso, anche tra i giovani che sono elementi che possono avere un futuro nel Prato C/5”.
L’anno scorso hai debuttato in serie B: cosa si pensa quando il mister ti dice “scaldati, tocca a te”?
“Si pensa di tutto. C’è contentezza, c’è gioia. Entrare in prima squadra è un’emozione bellissima. Io sono contentissimo quando vengo convocato. Al debutto all’inizio magari sei un po’ pauroso, ma le paure scompaiono appena entri in campo. Non bisogna mai entrare con la paura. Anche se ho fatto tanta panchina, sono contentissimo della scorsa annata. E’ stato un grande campionato, siamo arrivati secondi. Ho giocato due volte, e giocare in serie B a 18 anni è una bella emozione. Poi è forte l’atmosfera che si respira in squadra, e eccitante il brivido dei play-off, prima ai quarti di finale e poi alle semifinali. E’ davvero tutto molto bello”.