E’ di Bertoldi la dedica più commovente: “Per Emma…”

Pisa-Prato 2-5 0006Intervista a tutto campo per Giacomo Bertoldi, l’ex Pisa che si è ritrovato a vincere il campionato proprio sul campo del Cus. Ecco le sue emozioni, i suoi ringraziamenti, la sua voglia di migliorare ancora. Ed una dedica che vi inumidirà gli occhi…

Bertoldi, quali sono le prime emozioni da vincitore?
Le prime emozioni sono fantastiche perché arrivano dopo una camminata lunghissima, iniziata in estate con la preparazione, con un gruppo che si stava formando. Ricordiamolo perché noi siamo una squadra che è stata creata non proprio ex novo ma poco ci manca. Eravamo tanti elementi nuovi o quasi, come Balestri che s’era già allenato col Prato ma non ci aveva mai giocato. Abbiamo avuto anche new entry all’improvviso, tipo Pucciarelli che doveva essere un dirigente ed alla fine si è trasformato nell’uomo-assist per la vittoria del campionato. La soddisfazione è ancora maggiore proprio per questo. Perché questo non è un gruppo che ha lavorato per tanti anni insieme potendo quindi legittimare il proprio successo dopo aver condiviso il lavoro ed il sudore per tanto tempo. Noi ci siamo concentrati al massimo per poter fare il maggior sforzo possibile nel minor tempo concessoci, ed è stata un’impresa degna di nota. Poi abbiamo visto tutti che i festeggiamenti ancora non finiscono, quindi l’emozione è ancora più grande.

Giacomo Bertoldi in campo a Pisa sabato scorso (foto Bilenchi)

Giacomo Bertoldi in campo a Pisa sabato scorso (foto Bilenchi)

Provieni dal Pisa, hai vinto il campionato sul campo del Pisa: è un cerchio che si chiude?
In un certo senso sì. Però… Molti ragazzi mi hanno fatto i complimenti, a me e alla squadra, e mi hanno detto “Per te dev’essere stata una soddisfazione grandissima vincere su quel campo lì”. Io avrei voluto rispondergli di sì, invece gli ho detto che se dicessi di sì, significherebbe che in qualche modo io sono ancora legato a Pisa, mentre mi sento pratese al cento per cento. Mi sento della società Prato Calcio a 5 al cento per cento. Ora, non me la voglio gufare da solo, hai visto mai il prossimo anno non mi confermino, per carità… Scrivi pure “Bertoldi si tocca”… (ride, ndr). In definitiva, la grande soddisfazione c’è, ma solo perché ho vinto il campionato. Mi dicevano che a Prato non avrei giocato, che avrei portato le borracce, che avrei portato le borse, invece sono stato schierato più volte, quando più quando meno a seconda di come Coccia ha reputato giusto e come è giusto che sia. Posso solo essere soddisfatto. Ho vinto e ho vinto da pratese. Pisa fa parte del passato ormai.

Quando lo avete vinto il campionato?
Darò una risposta di parte. Il campionato s’è vinto con l’Atiesse, laggiù, in Sardegna, vincendo 2-1 con salvataggio sulla riga mio e di Bale. E Balestri alla sua prima esperienza in serie B ha fatto tanti gol, però lì ha fatto il suo gol più bello. Ha segnato una rete bellissima. E’ stato veloce, ha saltato la difesa con doppio tocco e “puntalino” nell’angolo, con una rapidità eccezionale. Ma soprattutto l’importanza di quel gol… Eravamo sull’1-1, su un campo difficile, nella prima grande partita affrontata senza Wellington. Lì abbiamo dato una dimostrazione di forza tutti quanti, tutti assieme. Il campionato lo abbiamo vinto lì. Poi ovviamente non si vince mai il campionato col piumino, il campionato si dovrebbe vincere col costume, ma l’abbiamo vinto lì.

Hai una tua dedica personale per la vittoria del campionato?
Una dedica ce l’ho per tutte le persone che mi sono state dietro. Non voglio dire che la dedico anche a chi mi ha dato contro perché sarebbe brutto, anche se questo mi ha incentivato molto. La voglio dedicare a tutte le persone che hanno creduto in me, a partire da Roberto (mister Coccia, ndr), dalla società, dal ds Mirko Angeli che se non lo cito mi ammazza… (ride, ndr). Poi, ecco… non ho una dedica particolare però un pensiero ce l’avrei. Io non l’ho detto a nessuno perché era una cosa mia, però la mattina della partita di Pisa mi è morto il cane. La mia Emma… Ci sono vissuto assieme, purtroppo gli abbiamo dovuto fare la puntura perché non stava più bene. Sono andato via salutandola e lei mi guardava, le ho detto “mi dispiace, però mi hai dato tanto nella vita ed io sono contento di essere stato con te”. Ecco, se davvero devo dedicare la vittoria, la dedico alla mia Emma, per me è l’amore di una vita. Fu il mio regalo più bello, me l’hanno data 14 anni fa la vigilia di Natale, era un topino così, un amore… Purtroppo a volte nella vita per ottenere qualcosa devi sacrificare qualcos’altro, ed io sabato scorso ho sacrificato gli ultimi 20 minuti che ancora potevamo passare assieme. Però va bene così… Dedico la vittoria a lei perché mi guarda dall’alto. Speriamo (qui si è commosso il cronista, e anche parecchio, ndr).

Bertoldi in versione cameraman (foto Bilenchi)

Bertoldi in versione cameraman (foto Bilenchi)

A livello personale sei contento della tua stagione?
Le persone fuori, ma anche lo stesso Roberto, mi dicono quanto sono migliorato. Però mi piace molto di più l’atteggiamento di Roberto. Gli altri mi dicono “cavolo sei cresciuto molto”, Roberto invece mi ricorda quanto ancora ho da migliorare. Io sono uno molto più di quantità che di qualità, e so benissimo che devo lavorare ed impegnarmi molto di più perché ho delle tare. Devo migliorare nel gesto tecnico. Soprattutto il prossimo anno in A2 non si scherza, lì puoi sbagliare ancora meno, e dove non puoi sbagliare la qualità è un fattore determinante. Quindi devo migliorare. Per il resto però sono contento per la stagione che ho fatto, mi riconosco grandi progressi. Ero venuto qui apposta per questo. Poi in via incidentale s’è anche vinto il campionato, direi che siamo a cavallo (sorride, ndr).

Chiudiamo allegri: ma una cosa folle come il tuffo di testa del tifoso laniero a Pisa, l’avevi mai vista nello sport?
E’ una cosa fantastica, il video penso di averlo rivisto tra le 16 e le 19 volte. Diciamo anche il nome dai, è il grande Gabriele Goti. Mamma mia! Descriviamo la scena, è impagabile. Abbiamo segnato il 3-1, Tiago corre contro la balaustra a salutare i tifosi e Marcel e Rafinha squalificati, il Goti si guarda attorno, dal secondo gradino della scalinata vede il cerchio di persone sotto di sé e pensa bene di fare come la Cagnotto, oplà un carpiato e si tuffa di testa. E la cosa bella è che rimane in verticale, gambe all’aria! E’ una scena veramente fantastica, forse ne è valsa la pena di vincere il campionato solo per vedere quella scena lì. E’ il gesto tecnico dell’anno. Ecco, ripensandoci se devo scegliere il momento in cui s’è vinto il campionato, moralmente è quel momento lì, perché nessuno può essere meglio di questo tifoso. Senza dimenticare tutti gli altri nostri fantastici tifosi, però questo gesto qui è passato un po’ alla storia. E un altro momento indimenticabile sono i fumogeni quando siamo tornati al palazzetto a Prato. Striscioni, fumogeni, luci, la Gioventù Sconvolta in festa… E’ stato veramente bello. Ragazzi, giocare qui ha tutto un altro sapore. L’ho già detto altre volte ma è vero. Sono contentissimo di essere qui.

Bertoldi in mezzo al fotografo Marco Bilenchi e a Marcel Simon

Bertoldi in mezzo al fotografo Marco Bilenchi e a Marcel Simon