Gualchieri: “Bravo Prato, è tornato l’entusiasmo”

gualchieriRenzo Gualchieri, dirigente storico del Prato (e del San Michele), guarda con fiducia alla nuova stagione, loda il settore giovanile guidato da Carlo Mercadante e fa le carte al campionato di B: “Astense favorita, occhio al Grosseto”.

Renzo Gualchieri, lunedì alle ore 19 inizia ufficialmente la preparazione. Come vedi il Prato Calcio a 5 versione 2013-2014?
“Mi piace molto. All’inizio con l’addio di Pippo e di Di Lalla c’è stato un momento di impasse, ma ben presto ci siamo rimboccati le maniche ed abbiamo iniziato a reimpostare il lavoro nel modo giusto e con entusiasmo crescente. Un primo bel risultato è stata la conferma del gruppo, che è stata molto importante per noi. Abbiamo grande fiducia nei nostri ragazzi, e sono felice che anche Bugiani sia rientrato. Poi abbiamo preso due giocatori di grande esperienza come Leone e Vincentini, che ci faranno molto comodo entrambi. Devid ha sempre giocato ad ottimi livelli, Leone per me è ideale per andare a sostituire Quattrini in mezzo al campo. Chiaramente poi tutti aspettavamo e volevamo la classica ciliegina sulla torta. Siamo riusciti a prendere Wellington ed è una soddisfazione. Speriamo di avere centrato nel segno, ma pensiamo sia proprio il tipo di giocatore che ci mancava. Penso che siamo riusciti ad allestire una bella squadra”.

Renzo Gualchieri, dirigente laniero

Renzo Gualchieri, dirigente laniero

Che aria tira?
“C’è grande voglia e tanta fiducia. E’ stato importantissimo il lavoro di Carlo Mercadante e dei suoi collaboratori, hanno dato la spinta a tutti con tutto quello che hanno fatto, e che stanno facendo, per il settore giovanile. E poi è stato decisivo far entrare nello staff nuovi tecnici e nuovi dirigenti. In prima squadra Emanuele Fiore ci darà una grossa mano, ne sono certo. Per stare ai vertici del calcio a 5 non basta la squadra, serve che dietro ci sia una struttura. Noi stiamo ricreando proprio quella struttura. Sono contento perché abbiamo anche lì un bel gruppo”.
La scelta di Roberto Coccia per la panchina?
“E’ la scelta più naturale che si potesse fare. Magari non tutti lo sanno ma in realtà erano già due anni che Coccia ci aiutava. Roberto dava consigli a Pippo, era lui spesso a fare i cambi quando Pippo giocava. Coccia non è un pivellino alle prime armi. Sono convinto che farà molto bene, anche perché è conosciuto e stimato dai giocatori. Così come sono convinto che il binomio Coccia-Fiore funzionerà molto bene. Roberto non ha avuto dubbi nel volere Emanuele come suo aiutante”.
Che campionato sarà?
“Difficile dirlo. Della squadra ligure non so molto. Le piemontesi sono temibili. Il Castellamonte ho visto che ha cambiato stranieri prendendo un gran pivot. L’Astense, grazie anche al rapporto con l’Asti, ha preso degli ottimi giocatori ed è una delle pretendenti più serie al successo finale. Tra le toscane probabilmente lotteremo un po’ tutti alla pari ma io dico occhio al Grosseto, che tra conferme importanti e giovani interessanti per me farà molto bene come sempre. Dopodiché, spero che anche il Prato possa inserirsi nella lotta per i primissimi posti. Sarà importante fare una buona preparazione e partire bene. Come ha detto Wellington nell’intervista, la ricetta non può che essere una: lavoro, lavoro, lavoro. Ché il lavoro paga sempre”.

In tanti anni di calcio a 5, sono più i ricordi belli o quelli brutti?
“I ricordi sono tanti e tutti belli. Anche negli anni delle retrocessioni del Prato ci sono sempre stati anche momenti belli. Tra i ricordi più piacevoli ripenso alla promozione in A2 col San Michele, anche se avvenne tramite ripescaggio. Avevamo davvero una bella squadra. In panchina c’era Gianluca Papini, che per me resta il miglior allenatore che ho avuto nelle mie squadre. Al Prato arrivai quando la società era già in fase calante, ma vissi comunque gli anni di Schurtz, di Salomao, di Salles, di Honorio. Humberto andai proprio io a prenderlo in macchina per farlo arrivare dal Bologna. A volte lo sento ancora e mi fa piacere che si ricordi di me. Del resto sono sempre rimasto in buoni rapporti con tutti. Adesso però penso al presente, un presente non facile perché il momento è quello che è, e la città di Prato in particolare continua ad attraversare una fase economica durissima. La società, con tanti sacrifici ma anche tanta passione, sta facendo il massimo. Rinforza la struttura, allestisce una buona prima squadra, rilancia il giovanile. Sarebbe proprio l’ora di veder premiati gli sforzi riuscendo a compiere quel saltino che tutti ci aspettiamo. Spero che proprio questa sia l’annata giusta. L’importante è che tutti, dai campioni a quelli che lavano le maglie, diano il loro contributo per la causa comune. Se questo avverrà, si spera che le cose inizino a girare per il verso giusto e che si possa raggiungere qualcosa di importante”.