Il grido che ci unisce: Peppegoooooool!!

apruzzese2Urleremo ancora Peppegol: il capitano Giuseppe Apruzzese ed il Prato Calcio a 5 saranno inseparabili anche nel 2014-2015. Una bellissima conferma per un attaccante che la maglia biancazzurra ormai più che indossarla ce l’ha tatuata sul corpo. L’intervista.

Bomber, contento di restare?
Contentissimo, è quello che volevo. Questa maglia la sento troppo mia. Anche quando ho la tentazione di cambiare, finisco sempre per rimanere. Poi mi ha convinto il cambio di struttura della società. L’unica cosa che avevo veramente da chiedere per restare era avere a che fare con una società più solida, e confermare per quanto possibile il gruppo di quest’anno.

Peppe Apruzzese festeggia in curva: una scena ricorrente per il capitano laniero

Peppe Apruzzese festeggia in curva: una scena ricorrente per il capitano laniero

Alcune conferme di peso ci sono già state, no?
Certo, e ne sono felice. Calamai, Rafa e Cleber sono grandi giocatori e sono molto importanti per il gruppo. Ancora però non basta. Lo ammetto, io mi aspetto la conferma di Wellington. Ci tengo molto e non è un segreto, l’ho detto anche al presidente e all’allenatore. Welli è un giocatore forte ed è divenuto parte integrante del nostro gruppo.

Gli obiettivi restano ambiziosi.
Aspiriamo tutti a tornare in alto. Stavolta vediamo di non arrivarci solo vicino. Lasciamo lavorare la società, sperando che faccia ancora meglio di quanto non abbia fatto quest’anno.

I nuovi dirigenti?
Per me la ristrutturazione della società a tutti i livelli è stata una bellissima notizia. Tanti dirigenti così al Prato penso di non averli mai avuti in sette anni. Ci daranno una grande mano, potrebbero fare la differenza. Se vuoi davvero andare lontano, non bastano i giocatori. Serve la società.

"Peppegol" Apruzzese insacca un gol all'Imola nei quarti di finale (foto Marco Bilenchi)

“Peppegol” Apruzzese insacca un gol all’Imola nei quarti di finale (foto Marco Bilenchi)

Sei sempre stato un idolo dei tifosi, ma quest’anno ne sei veramente divenuto il beniamino. Contento?
L’affetto e la passione dei tifosi è molto appagante. Vuol dire che in questi anni qualcosa di buono per questa maglia l’ho fatto. Calcisticamente sono nato in questa società e Prato è la mia città, è normale che magari venga un po’ più coccolato. I tifosi però non hanno certo sostenuto solo me, hanno assicurato grande calore a tutti noi. Li ringrazio di cuore ed in fondo penso che un po’ il loro affetto ce lo siamo meritato: abbiamo dato tutto, disputando una stagione davvero bella.

Parliamo del derby di semifinale col Poggibonsi.
Dobbiamo proprio?

Ci tocca.
Mi pesa ripensarci, mi pesa tanto. Ho pianto lacrime amarissime. Ancora adesso se penso a quella partita mi vengono i brividi ed un gran magone. E’ andata malissimo, che peccato. Non siamo neanche stati fortunati, con l’infortunio immediato a Calamai, l’espulsione di Cleber, il gol evitabile preso a pochi secondi dalla fine, quello quasi uguale subìto a fine supplementari. Ai rigori poi devi pescare il jolly, e l’hanno pescato loro. Si vede che era destino che noi dovessimo andar fuori. Peccato peccato.

Capitan Apruzzese modello al PFP Store di Via Cairoli

Capitan Apruzzese modello al PFP Store di Via Cairoli

Rivivi per noi le puntate precedenti, tappe di un’annata stranissima.
E’ vero, come annata è stata strana. Abbiamo avuto alti e bassi. Siamo partiti maluccio, a livello di gioco sicuramente non giravamo come avremmo dovuto. Non parlerei di problemi di spogliatoio, ma di affiatamento forse sì. A dicembre poi la squadra è stata rivoluzionata. C’è voluto un mesetto per integrare bene i nuovi e ritrovare il filo del nostro gioco. A quel punto però il crescendo è stato inarrestabile. Abbiamo trovato gioco, risultati, nel finale sempre più anche un bel gruppo. Certo, quando vengono i risultati tutto è più facile. Aumenta il divertimento, e con esso l’unità della squadra. Tutto vero, come è vero che negli ultimi mesi siamo stati molto legati. Siamo arrivati a fine stagione che si era formato davvero un bel gruppo. Ecco anche il perché delle conferme, quelle che ci sono state e quelle in cui ancora spero e speriamo.

Come hai fatto a resistere ancora alle sirene del mercato?
Tutti gli anni c’è chi chiama per tastare il terreno, credo che accada un po’ a tutti i giocatori. Quest’anno però non ho avuto contatti particolari. Si vede che hanno dato un po’ tutti per scontato che sarei rimasto al Prato.

A chi dedicare un pensiero finale in questa nostra chiacchierata?
A Gali, il nostro Galilej Gjini, che fa per noi un lavoro fantastico. Grazie di tutto, Gali!