Il Prato C/5 lavora ai campioni di domani

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Intervista a Lanfranco Corsi, vice di mister Mercadante all’Under 21 e collaboratore della neonata Area Under, l’attivissimo settore giovanile del Prato C/5. La società laniera cerca giovani giocatori ed elementi da inserire nello staff tecnico.

Lanfranco Corsi, vice allenatore dell’Under 21 biancazzurra e collaboratore della neonata Area Under del Prato Calcio a 5, è uno che bada al sodo e che non ama la luce dei riflettori. Stavolta però il tecnico, classe 1966, non si è sottratto alla nostra curiosità: le novità sul settore giovanile in casa laniera sono davvero troppo grandi per non chiedere lumi anche a lui, che da oltre un anno lavora al fianco di Carlo Mercadante.
Cominciamo proprio dalla vostra collaborazione. Lanfranco, com’è il tuo rapporto con mister Mercadante?
“Mi fido ciecamente di Carlo, come lui a suo tempo si è fidato di me. In questa fase stiamo lavorando molto. Cerchiamo giocatori e vogliamo ampliare lo staff. Carlo ha dato il via ad un bellissimo progetto. Prima sarebbe stato troppo complicato provarci, adesso che invece c’è il doppio tesseramento ci sono più possibilità. I ragazzi possono fare contemporaneamente sia calcio che calcio a 5 senza problemi. E’ un momento di grande fermento. Il settore giovanile del Prato C/5 è stato rivoluzionato”.
Non ti piacerebbe stare più in prima fila?
“Io lavoro dietro le quinte e sono contento così. Devo pensare anche alla mia famiglia: ho tre splendidi bambini piccoli”.

Lanfranco Corsi in versione babbo

Lanfranco Corsi in versione babbo

Raccontaci di te.
“Dal 2004 al 2011 ho allenato il 2004 Maliseti. La squadra di calcio a 5 anzi la portai io: la società si era iscritta in FIGC senza ancora avere i giocatori. E’ stata una bella esperienza, durata finché negli anni siamo giunti all’incompatibilità, e lì mi sono fermato. Ho avuto anche una breve esperienza alla Futsal Marmitalia, sei giornate con 4 vittorie e 2 sconfitte. Ero subentrato ma ho lasciato prima, per me è importante il rispetto dei ruoli. Ed eccomi poi al Prato Calcio a 5”.
Carlo Mercadante che allenatore è?
“Carlo è una persona che ha molto da insegnare ma che tende ad ascoltare. E’ una persona rara che si confronta e chiede sempre un’opinione”.
Vedete il calcio a 5 nello stesso modo?
“Secondo me non siamo del tutto simili nel calcio a 5 che amiamo, forse anche per le diverse esperienze che abbiamo avuto. Io sarei per un gioco aggressivo, sempre d’attacco. Lui però a ben vedere si è visto un po’ costretto a partire da difesa e contropiede con la sua Under. L’anno scorso erano quasi tutti ragazzi nuovi, era più facile iniziare dall’organizzare il reparto arretrato. Una volta che la squadra cresce, si può salire in pressing e pensare maggiormente all’attacco”.
Ti sentiamo bello carico per il lancio dell’Area Under Prato.
“Il progetto è molto stimolante. Mi piace proprio tanto. Vorrei investirci più tempo, impegno, passione, quella che da sempre mi muove. Lavoriamo, nel rispetto dei ruoli, per dare il nostro contributo al nuovo Prato C/5. Ci sentiamo un po’ come i bambini quando provano a fare le prime torte. L’importante intanto è non bruciarle, poi metterle in forno spetta ai grandi”.
Come la vedi l’Under 21 dell’anno prossimo?
“Intanto vediamo a rosa completa quanti saremo e come saremo. Se lo zoccolo duro ci aiuta ad inserire bene i nuovi, sono fiducioso che saremo nella metà di sinistra della classifica. Senza dimenticare che nell’Under 21 si va ad annate. Tutto dipende dai cicli, tuoi e degli altri: arrivare primi o ultimi è un attimo”.
L’ottica di fondo resta quella di far crescere i giocatori anche nella prospettiva della prima squadra, no?
“Certo, l’idea è sempre quella. Quest’anno contiamo di poter fare più programmazione in funzione anche della prima squadra. L’anno scorso quando siamo partiti la rosa in serie B era già decisa ed era molto ampia. Se i ragazzi arrivano in prima squadra è una soddisfazione enorme, soprattutto per i ragazzi stessi. E’ per loro che si lavora”.
Sei stato anche giocatore?
“Da bambino, ma solo fino agli 11 anni. Mi fermarono problemi alla vista. Non a caso al corso per allenatori del 2007, quando ho preso il patentino, risultai tra i più ciuchi a livello tecnico (ride, ndr). Però il coach Menichelli, che mi fece il corso, mi disse una cosa che mi rincuorò: non sempre i grandi calciatori diventano grandi tecnici. Quel corso resta una mia bella soddisfazione personale”.

Mister Lanfranco Corsi in un momento di meritato relax

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