Il Prato C/5 rinforza la società: benvenuto, Emanuele Fiore

Emanuele_FioreLa struttura societaria del Prato Calcio a 5 si rafforza con un nuovo ingresso: Emanuele Fiore, 39 anni, passa in biancazzurro dove avrà il ruolo di dirigente della prima squadra ed aiuto allenatore di Roberto Coccia.

E’ stato proprio il neo-mister biancazzurro a sceglierlo come suo vice, ed a proporgli un prezioso ruolo di raccordo con la rosa della prima squadra laniera. Emanuele Fiore nel calcio a 5 è stato attaccante di Futsal Marmitalia e Poggio a Caiano 1909.
Emanuele, benvenuto nel Prato Calcio a 5. Come vivi il tuo ingresso nel mondo dirigenziale?
“Ne sono entusiasta. Ho sempre giocato a pallone ed un po’ mi dispiace smettere, ma sono molto contento che Roberto mi abbia chiesto una mano. Lo conosco e so quanto merita, è una persona splendida e la possibilità di affiancarlo nel suo lavoro mi lusinga molto”.
Cosa farai?
“Tutto ciò di cui ci sarà bisogno. Mi sono reso disponibile in tutto e per tutto, dal portare i palloni al dare un consiglio, all’aiutare in preparazione. Qualche problema di tempo lo avrò e non potrò dare una disponibilità al cento per cento, però poi mi conosco e lo so che finirò per essere sempre lì”.
Raccontaci il Fiore giocatore.
“Sono sempre stato un giocatore di calcio, dove ho ricoperto un po’ tutti i ruoli. Negli ultimi anni ho giocato attaccante o sulla fascia, da punta o da mezza punta. Da bambino ho giocato tanti anni nel Maliseti, sono rimasto lì fino ai 16 anni. Poi sono stato al Jolly Montemurlo e alla Tobbianese prima di passare alla UISP. Lì ho giocato con Vergaio, Tobbiana, nel Barba di Pistoia, a Iolo… Squadre ne ho girate tante, passando infine al calcio a 5. In FIGC ho iniziato con la Verag, poi fondammo la Futsal Marmitalia che però è durata solo due anni. E’ stata una bella avventura ma ero rimasto solo e non ce la facevo più a gestirla. Così, l’anno scorso, chiuso quel capitolo ho giocato nel Poggio a Caiano 1909. E adesso eccomi qui”.

Emanuele Fiore (a sinistra) in veste di giocatore con il mitico Giuliano Di Giosio, che con la maglia del Prato ha segnato oltre 200 gol

Emanuele Fiore (a sinistra) in veste di giocatore insieme al mitico Giuliano Di Giosio, che con la maglia del Prato ha segnato oltre 200 gol

Che atmosfera hai trovato al Prato Calcio a 5?
“Ho visto molta fiducia, euforia addirittura per la stagione che viene. E’ una sensazione contagiosa, il presidente e i dirigenti sono molto motivati. Ancora ho da conoscere tutta la struttura ed anche alcuni giocatori, ma vedo un bel gruppo che può solo crescere e migliorare rispetto anche alla passata stagione. Vediamo come si chiuderà il mercato, ma penso che l’obiettivo minimo debba essere l’ingresso nei play-off”.
Hai mai seguito le partite del Prato C/5?
“Certo, anche ultimamente. Sono venuto spesso anche per veder giocare Calamai. In Marmitalia abbiamo vinto insieme la serie D con un gran campionato. Lui fu il primo marcatore della squadra, io il secondo. E’ un grande giocatore, ricordo sempre quando con gli occhi lucidi venne a dirci che ci lasciava. Aveva detto che sarebbe rimasto, ma poi gli era arrivata l’offerta del Prato ed al Prato non si può dire di no. Tutti avremmo detto di sì ad un’opportunità come quella, lui ci disse che la cosa gli interessava molto e noi allora gli dicemmo solo ‘vai e fai bene’. E poi seguivo il Prato ai tempi di Bearzi, nei giorni del grande Furpile. Sono stato anche in trasferta, un’esperienza bellissima. Ricordo partite a Roma, a Padova. Anche allora per motivi di lavoro non potevo andare tutti i sabati, ma seguivo le imprese della squadra e ritrovarmi adesso in questo gruppo è un qualcosa che mi emoziona molto”.
A livello personale cosa ti aspetti da questa nuova esperienza?
“Mi aspetto di crescere anche professionalmente. Questa per me è davvero un’esperienza nuova. Fino ad oggi non sono mai stato né allenatore né dirigente. Il rapporto con gli altri mi potrà far crescere in tante cose. Vediamo questa crescita dove mi porterà. Sono sicuro che come esperienza mi piacerà molto, ma questa domanda rifatemela tra qualche mese e saprò rispondere con maggior precisione (sorride, ndr)”.