“Il Prato ha una grande storia, sono orgoglioso di restare”

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Matteo Nardi sarà il numero uno del Prato Calcio a 5 anche nella prossima stagione di serie B, al via il 5 ottobre 2013. “Non ho mai avuto dubbi, questa maglia è speciale”, spiega il portierone biancazzurro. L’intervista.

Altra conferma “eccellente” per il Prato Calcio a 5, che ha incassato il “sì” del portiere Matteo Nardi. L’estremo difensore biancazzurro, reduce da una stagione in crescendo, vestirà la gloriosa maglia numero 1 anche nel prossimo campionato di serie B, al via il 5 ottobre 2013.
Allora Matteo, contento della tua scelta?
“Molto. Ho definito col presidente le ultime cose che restavano da concordare e resto con grande piacere e voglia. Del resto io non ho mai avuto dubbi, c’era solo da vedersi e parlare”.
Con che spirito rimani?
“Quello di sempre. Resto per dare il massimo, offrendo tutto il mio impegno, la mia serietà e la mia volontà per raggiungere gli obiettivi che la società si vorrà porre, e che vedremo ben definiti quando la costruzione della rosa per l’anno prossimo sarà ultimata. Dai programmi che sento dovremmo puntare a disputare un campionato di vertice, con la prospettiva di poterci giocare di nuovo i play-off fino alla fine. Naturalmente poi ogni stagione fa storia a sé, vediamo il campo cosa dirà”.

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Il tuo punto di vista sulle partenze di Quattrini, Di Lalla e Pasquariello?
“Inizialmente ho avuto un po’ non dico di sconcerto ma di perplessità. Perdere dei compagni di squadra che hanno giocato con me per anni un po’ dispiace. Nel merito delle scelte personali non entro. Sono partenze importanti, ma fanno parte dello sport: in ogni squadra le partenze ci sono state, ci sono e ci saranno sempre, è normale che sia così. Ovvio che dispiace perdere due punti di riferimento come Pippo e Luca ed un ottimo giocatore come Omar, ma sono anche convinto che società ed allenatore agiranno nel migliore dei modi per compensare le partenze con degli arrivi e mettere così insieme una rosa di tutto rispetto”.
Quella appena trascorsa è stata una stagione tormentata ma quasi finita in gloria. Ti aspettavi tutte queste emozioni?
“Effettivamente durante l’annata abbiamo attraversato molte vicissitudini. L’importante è aver dimostrato, sia come squadra che come giocatori, di non essere inferiori a nessuno e di potercela giocare con tutti. Resto convinto che, se venisse messo nelle condizioni di allenarsi come possono fare i professionisti, questo gruppo dimostrerebbe di essere fatto da professionisti a tutti gli effetti. La stagione è stata bellissima ma poteva davvero finire in gloria. Se solo a Margherita di Savoia avessimo giocato al meglio, ci saremmo potuti togliere ben altre soddisfazioni. In ogni caso penso che nessuno, soprattutto verso metà stagione, si aspettasse l’exploit che siamo stati capace di fare noi”.
Anche oltre la metà stagione: dopo la sconfitta di Pisa personalmente ebbi più di una perplessità sulle vostre possibilità di play-off.
“Quella di Pisa certo non fu una grande prestazione, e capisco che dall’esterno potesse sembrare che la squadra non avesse voglia o non fosse più in condizione. Vi posso invece assicurare che la squadra ci ha sempre creduto e non a caso è arrivata quasi fino in fondo. Semplicemente, a volte succede che ci metti tutto l’impegno ma non riesci a rendere come vorresti”.

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Come hai vissuto la rivalità con Cerri?
“Cerri è stato un ottimo compagno di squadra, non lo definirei un rivale. E’ stato un rivale solo per quanto riguarda la titolarità del ruolo. Siamo stati entrambi titolari alla pari. Prima mister Fiori poi Quattrini si erano prefissati quest’idea. Direi che i risultati gli hanno dato ragione, soprattutto nella prima parte della stagione. Fino a metà campionato inoltrato chiunque di noi due difendesse la porta del Prato rendeva al massimo. E’ stata una scelta produttiva. A fine stagione io stavo bene ed ero molto motivato. Durante la stagione ho avuto un lieve calo, quest’anno un paio di partite penso di averle sbagliato, però non ho sbagliato in fondo all’anno quando il pallone pesava di più, quando difendere quella porta richiedeva il massimo della concentrazione. Lì ho dimostrato di valere il numero uno sulla maglia”.
Beh, il Bra l’hai battuto tu, pure Palla al Centro scrisse “è tornato il Nardi di due anni fa”. Eri mai andato via?
“Quella sul Bra è un’esagerazione, non l’ho battuto io (sorride, ndr). Diciamo che in quelle partite sono riuscito ad incidere in maniera importante sul risultato finale, ma i gol non li faccio certo io, li fanno i miei compagni, senza di loro le partite non le vincerei davvero. Quanto al resto, ripeto, sono soddisfatto di quanto ho dimostrato sul campo”.
I “grandi vecchi” della squadra erano cinque, ora siete in tre: te, Apruzzese e Birghillotti. Come la vivi?
“Come un’ulteriore responsabilità. L’età media della squadra si sta abbassando, in effetti i vecchi del gruppo adesso siamo noi tre. Dovremo essere di stimolo e di esempio per tutti. Saremo investiti di responsabilità ancora maggiori che in passato. Oltre ad essere giocatori, dovremo fungere anche da chioccia per i più giovani, per aiutarli a sentirsi importanti ed a crescere. Dovremo fare ciò che i vecchi del gruppo in passato hanno fatto per noi, quando eravamo noi i giovani che volevano fare strada”.

Altra grande prova ieri di Matteo Nardi (foto di Simone Caioni)

Matteo Nardi (foto di Simone Caioni)

L’arrivo di Coccia in panchina come lo vedi?
“Bene, molto bene. Roberto è una persona intelligente e preparata, ed ha giocato a grandi livelli. Non credo ci potesse essere ricambio migliore per sostituire una leggenda come Pippo Quattrini”.
Cosa ti proponi per l’anno prossimo a livello personale?
“Di fare un’altra stagione ad ottimi livelli, come del resto cerco di fare sempre tutti gli anni. Poi ovviamente posso riuscirci più o meno, ma cerco sempre di dare il massimo e sul mio impegno nessuno può avere dubbi. Cercherò di usare l’esperienza che ormai ho maturato per aiutare la mia squadra a vincere e arrivare più in alto possibile con questa maglia”.
All’inizio del prossimo campionato saremo già entrati nell’anno numero 27 della storia del Prato C/5, e nel calcio a 5 è davvero una cifra da record. Come riesce questa maglia, che ha vissuto trionfi e cadute di ogni tipo, ad esercitare ancora tutto questo fascino?
“Il Prato Calcio a 5 ha una grandissima storia. Chiunque militi o abbia militato in questa squadra ed in questa società appartiene di diritto ad un pezzetto di questa storia e deve esserne fiero ed orgoglioso. Io non riesco ad immaginarmi questo sport senza la presenza nei campionati nazionali del Prato Calcio a 5”.
La tua conferma farà gioire anche molti appassionati biancazzurri. In tanti nei giorni scorsi si erano fatti vivi per “invocare” la tua conferma. Fa piacere, no?
“Molto. A questo proposito lasciatemi salutare una mia giovane tifosa: Martina tranquilla, il tuo portierone c’è anche quest’anno!”.