Il saluto del grande Matteo Nardi al Prato C/5

64nardi517f880bc166a.jpgDopo sei anni, Nardi lascia l’amata maglia biancazzurra: difenderà la porta dell’Agla San Giusto di mister Fiori. Il suo è un saluto tinto di emozione, pieno di ricordi, ricco di ringraziamenti e di piani per il futuro. Con una punta di amarezza…

Cominciamo dalla fine: Matteo Nardi, prima scelta di mister Claudio Fiori, è il nuovo portiere dell’Agla San Giusto di serie C2.
Speravo che Fiori si accordasse per allenare una squadra e mi chiamasse, ed è così che è andata. Fu lui a portarmi al Prato C/5. Per un portiere avere la stima di un ex grande portiere del calibro di Claudio Fiori è il massimo. Vado al San Giusto con tanta voglia di far bene. La società ha giuste ambizioni ma ha anche i piedi per terra, sa di essere un sodalizio giovane che ha bisogno di crescere. Mi è stato prospettato un bel progetto, i dirigenti mi sono piaciuti, si sono presentati con onestà e correttezza e non hanno cercato altri portieri. Mi hanno detto che per loro un grande allenatore ed un grande portiere sono le basi da cui partire.

Dopo sei anni splendidi, le strade del Prato C/5 e di Matteo Nardi si dividono

Dopo sei anni splendidi, le strade del Prato C/5 e di Matteo Nardi si dividono

Per te si chiude così un grande periodo di sei anni col Prato Calcio a 5. Con quali sensazioni?
I sei anni passati al Prato non se ne andranno mai via dal mio bagaglio di esperienza e dal mio cuore. Una parte del mio cuore resterà sempre di colore biancazzurro. Quella al Prato è stata la mia esperienza più lunga in una società di calcio a 5, ed anche la più bella.

Quali sono i momenti che ricorderai con più piacere?
I momenti di gloria e di estrema gioia sono stati tanti. Abbiamo vissuto periodi di vera euforia. Anche quando le cose giravano meno bene c’è sempre stato un grande gruppo, con un bell’atteggiamento da parte di tutti i giocatori. Non riesco neanche a descriverla quella magia che c’era in squadra perché ogni parola sarebbe riduttiva. E’ un qualcosa che mi rimarrà dentro per sempre.

Il tuo addio è avvenuto un po’ in sordina nel corso di una stagione per te molto strana. Che è successo?
Ci tengo a far sapere ai tifosi ed a tutte le persone che mi vogliono bene che questo in parte è stato dovuto al fatto che le mie condizioni di vita sono cambiate. Come tutti sapranno, ho messo su famiglia. Gran parte dei motivi del mio addio però sono legati ad un rapporto con la società che per tanti motivi è andato a deteriorarsi. Non c’è bisogno di scendere nei dettagli ma nei miei confronti non c’è stata molta chiarezza. Mi sono sentito un po’ messo da parte prendendo a pretesto il fatto che avevo poco tempo a disposizione e la testa da un’altra parte. Questo in parte poteva anche essere vero, dato che stava nascendo mia figlia Olivia. Però come ho sputato sangue per questa maglia per cinque anni e mezzo, sarei stato pronto a sputarne ancora per tanto altro tempo. Sono cose che possono succedere, sia chiaro, nessun rancore. Solo un pochino di amarezza.

Nardi è il nuovo portiere dell'Agla San Giusto

Nardi è il nuovo portiere dell’Agla San Giusto

Torniamo al presente: a cosa punti per prossimi anni?
Ormai la vivo stagione per stagione, l’età avanza (sorride, ndr). La mia ambizione è quella di cercare di essere un esempio per i ragazzi più giovani, quelli magari che vogliono salire dalle categorie minori e passare al nazionale. Come ho fatto io nella mia carriera, prendendo spunto dai miei miti: Fiori, Quattrini ed altri che in questo momento non mi vengono in mente perché nel fare questo saluto mi sto un po’ emozionando. Ho sempre cercato di carpire qualcosa e di prendere il meglio da persone come Chiappini, Farmeschi, De Andrade e simili, tentando allo stesso tempo di essere me stesso e di avere l’atteggiamento giusto. Per il futuro spero di poter imparare ulteriormente io, e di imparare insegnando ai più giovani il giusto atteggiamento da avere in un impegno che sarà anche dilettantistico, ma è pur sempre un vero e proprio impegno.

Un ricordo tra i tanti ce lo mettiamo noi: quando ai play-off in Piemonte fu veramente un “Nardi batte Bra”.
Quello forse è uno dei momenti più belli. Ricordo anche un bellissimo Carmenta-Prato, il pareggio quest’anno con l’Astense dove il mio l’ho fatto… Non voglio essere presuntuoso ma di partite belle così ne ho fatte tante, ed onestamente tutti me lo hanno sempre riconosciuto. Sono momenti che non scorderò mai. Sono il mio sangue, mi scorreranno sempre dentro vita natural durante. Come i cori dei tifosi. Ci tengo anzi a fare un ringraziamento particolare, emozionato e sentito, a Massimo, Martina, Nicoletta, Fabio, Giorgio, e se mi sono scordato qualche nome mi dispiace, mi perdoneranno ma è l’emozione. Mi hanno dato emozioni indescrivibili. Grazie di cuore a tutti.