La favola di Benlamrabet: “Dedico il gol a Renzo Gualchieri”

Prato-Grosseto-0121.JPGIl giovane italo-marocchino si è subito sbloccato segnando il suo primo gol in carriera in serie A2: “Un’emozione indicibile. Grazie a chi ha sempre creduto in me. Ora però devo continuare a lavorare, ancora non ho fatto niente”. L’intervista ad Alessio.

Sembra una favola, quella di Alessio Abdesslam Benlamrabet. In estate, terminato il prestito con il Prato Calcio a 5, il destino sportivo del giovane calcettista era incerto e la sua permanenza in biancazzurro sembrava un miraggio. Altre squadre lo volevano, altri lidi sembravano chiamarlo, ma si era palesato anche lo spettro di dover restare fermo. Solo in extremis la trattativa con il Città di Massa si era poi sbloccata, con un accordo per il rinnovo del prestito che era quindi divenuto, proprio sul finire del mercato, un passaggio in maglia laniera a titolo definitivo.
Dopo che le amichevoli precampionato avevano visto un suo impiego costante, alla prima giornata con l’Atlante sono arrivati per il giovane attaccante la presenza in quintetto di partenza, un minutaggio importante ed il primo gol in carriera in serie A2. Una fila di colpi di scena e di emozioni che ha dell’incredibile e che assume i contorni della favola. Con un finale però ancora tutto da scrivere per il ventunenne Abdesslam.

Benlamrabet va a segnare il suo primo gol in carriera in serie A2 (foto Bilenchi)

Benlamrabet va a segnare il suo primo gol in carriera in serie A2 (foto Bilenchi)

Alessio, ti sei ripreso dalla sbornia?
“Ah quello è impossibile perché io non bevo. Nessuna sbornia”.

Intendevamo la sbornia mediatica.
“Beh, sabato sera ero contentissimo, questo sì. Domenica poi era giorno libero e sono andato in giro per la città (Massa, ndr) e tutti gli amici che mi vedevano mi riempivano di complimenti e mi dicevano che finalmente i miei sforzi di un anno intero erano stati ripagati. Però, come mi dicono tutti, mister in primis, io ancora non ho fatto niente e devo tenere i piedi ben saldi per terra”.

Al di là del gol, con l’Atlante hai fornito una buona prova.
“Sono molto contento della fiducia che mi dà il mister. Cerco di fare le cose semplici e quelle che mi chiede lui. Credo di aver disputato una buona partita anche da un punto di vista difensivo, che è dove di solito pecco un po’ di più. Sono entrato e mi sono dato da fare, insieme ai miei compagni”.

Un pallone però l’hai perso in impostazione in modo pericoloso.
“E’ vero. Era stato chiamato lo schema ma non avevo a chi passare la palla. Purtroppo non ho nel mio dna l’istinto di buttar fuori il pallone, in quelle situazioni. Tendo a giocarla sempre, convinto di riuscire in quello che voglio fare. E così ho sbagliato”.

Grande festa per Benlamrabet (foto Bilenchi)

Grande festa per Benlamrabet (foto Bilenchi)

Che ne pensi di questo nuovo Prato?
“La squadra è molto buona e c’è un ottimo gruppo. Noi ragazzi ci diamo tutti da fare, lavoriamo sempre duramente col mister, seguiamo le sue indicazioni e riusciamo a metterci anche un po’ della nostra qualità. Il pressing lo portiamo in maniera giusta. Grazie a Daniele (il preparatore Birghillotti, ndr) poi stiamo tutti bene fisicamente e questo aiuta a far sì che le cose in campo vengano bene”.

Torniamo al gol. Cosa hai provato?
“Una sensazione troppo bella. Il merito è tutto del mister, si era raccomandato che dovevo fare la fase d’attacco e Victor (Cachón, ndr) quella difensiva. Dovevo stare lassù. Ho visto la palla arrivare, ho visto il portiere, lì per lì non sapevo se provare a saltarlo. E’ incredibile la quantità di pensieri che ti attraversa la mente in quei brevi istanti. C’era già il piccolo boato crescente del pubblico quando ti avvicini alla porta, l’adrenalina che sale. E poi il gol. Davvero, sono molto contento. In tribuna c’erano mia sorella, mio fratello e due amici, erano felicissimi per me. E i tifosi hanno subito accolto il mio gol con gioia, ho sentito un vero boato dalle tribune. Tra parentesi, il palazzetto sabato era bellissimo, c’era più gente che negli anni scorsi. Speriamo che sia sempre così”.

Sembra che tu stia vivendo una favola.
“Sì, davvero. Sto vivendo la mia favola. Il gol è stata una delle mie più belle soddisfazioni, un’emozione unica. Mi sono girato e stava festeggiando un palazzetto intero. Non ci credevo nemmeno io, non sapevo neanche come esultare, l’unica cosa che mi è venuta in mente è stata di correre ad abbracciare Renzo (il dirigente biancazzurro Renzo Gualchieri, ndr). Segnare il primo gol proprio nel derby, alla prima di campionato, davanti alla mia famiglia: incredibile. Il gesto di disegnare un cuore con le mani l’ho fatto per tutte le persone che hanno creduto, che credono e che crederanno sempre in me”.

Benlamrabet a duello con Barelli (foto Bilenchi)

Benlamrabet a duello con Barelli (foto Bilenchi)

Torniamo a quell’abbraccio a Renzo Gualchieri in panchina.
“A Renzo devo un po’ tutto. E’ uno di quelli che, non so se pochi o tanti, hanno sempre creduto in me. Questo gol lo dedico specialmente a lui. Spero che sia solo l’inizio di una lunga serie, non tanto per il gol quanto per la prestazione. Firmerei per continuare a giocare partite positive nelle quali poi finisce che vinciamo noi, anche se non segno”.

Su Facebook hai scritto anche una bella dedica per Luca Fialdini.
“Luca è il mio migliore amico, per me è come un fratello. Giocavamo a calcio insieme, poi lui era passato al futsal tramite il fratello. Continuava a ripetermi che avevo grandissime doti per il futsal ma io all’inizio non volevo proprio giocare a calcio a 5. Gli dicevo che il calcio a 5 per me significava solo la partitella della domenica con gli amici. Poi però da un giorno all’altro Luca e Nicola Fubiani mi hanno convinto ed ho deciso di provare il campionato Under 21 con il Città di Massa. Poco dopo mi capitò di venire a giocare all’EstraForum contro il Prato e quel giorno non lo dimenticherò mai. Vidi la bellezza del palazzetto e capii cosa poteva essere questo sport. All’EstraForum corri anche se non hai più fiato, ti viene normale, automatico. Che entusiasmo. Comunque ancora non pensavo a chissà quali traguardi. Mi trovavo bene, questo sì, perché essere veloce nei primi due metri in questo sport è molto importante, ma ancora non lo avevo preso con serietà; neanche quando segnai in serie B, contro i Bassotti ed in casa col Castellamonte. Non avrei mai pensato di arrivare ad indossare la maglia del Prato, di calcare campi di serie A e di far parte di un gruppo come quello dell’anno scorso, fantastico fuori e dentro dal campo. E quest’anno è lo stesso: è tutto molto bello”.

Per il Prato è stato importante esordire con una vittoria (foto Bilenchi)

Per il Prato è stato importante esordire con una vittoria (foto Bilenchi)

Sei atteso all’anno della consacrazione.
“Si spera che lo sia. Mister Madrid mi ripete che ancora non ho fatto nulla e che devo stare coi piedi per terra ed ha ragione. Sono contento che il mister abbia fiducia in me. A volte può capitare che io prenda la decisione sbagliata in campo, ma lui mi dà fiducia e mi fa sentire parte della squadra, uguale ai miei compagni. Così viene tutto più facile. Già nelle amichevoli mi ha fatto giocare sempre e questo per me è stato importante. L’anno scorso principalmente mi mancava la fiducia. In precampionato giocai poco, fui messo in campo contro l’Imola ed al primo pallone sbagliai subito lo stop. Ero agitato e con paura di sbagliare, non arrivai pronto”.

Adesso vi attende la difficile trasferta di Reggio Emilia. Con quale spirito?
“Le partite sono tutte dure, la categoria ormai la conosciamo. Ogni squadra ha un grande potenziale e grandi giocatori. A Reggio ci attende l’ennesima battaglia sportiva. Io sono fiducioso nella nostra squadra, sono certo che daremo del filo da torcere a tanti. Come dicono sia il mister che il gruppo, non dobbiamo essere noi ad avere paura degli altri, devono essere gli altri ad avere paura di noi”.

VIDEO. Su Facebook ecco l’emozionante video del gol di Benlamrabet.