La favola di Juri Pucciarelli: “Emozione incredibile”

Pisa-Prato 2-5 0097Juri Pucciarelli, classe 1987, vent’anni passati a giocare a calcio a 11, ha scelto l’anno giusto per passare al calcio a 5. Dando inizio ad un’avventura vincente che, nel suo caso, somiglia davvero ad un’incredibile favola. L’intervista.

Juri, tutti dicono che stai vivendo una favola. La vivi anche tu così?
Sì, la vivo davvero come una favola. Se penso a com’è cominciata questa avventura, non può che essere così.

La vogliamo raccontare, l’incredibile storia di questo tuo primo anno in biancazzurro?
Certo. Tutto è iniziato quando il Prato Calcio a 5 rese noto che stava cercando nuovi dirigenti per il settore giovanile. Io inviai una mail per propormi, dopodiché fui contattato telefonicamente da Cristian Bini Conti. Ricordo molto bene quel momento: credo fosse giugno, mi stavo allenando da solo a Villa Montalvo e mi suonò il telefono. Quel primo contatto mi piacque, ed iniziai la mia avventura da dirigente, cominciando a prepararmi per le mansioni che avrei dovuto svolgere. Per l’appunto però ad un torneo estivo vinsi proprio contro il Prato e praticamente per scommessa mi sono ritrovato ad iniziare la preparazione agli ordini di mister Coccia.

Juri Pucciarelli esplode di gioia dopo la rete del 3-1 (foto Bilenchi)

Juri Pucciarelli esplode di gioia dopo la rete del 3-1 (foto Bilenchi)

E poi?
Poi ti accorgi che nell’ambiente ti ci trovi molto bene. Cominci a capire cosa vuole il mister, quali sono gli schemi, quali sono i movimenti da fare in campo. Le amichevoli poi andarono benissimo e lì mi sono convinto che in questo gruppo ci potevo stare. Sia chiaro, per dare una mano in caso di bisogno. E’ che poi il bisogno c’è stato sin dalla prima giornata, perché a Rosta debuttai subito. Entrai che eravamo sotto 5-3.

La tua favola si completa a Pisa: grande prestazione e l’assist del 3-1 di Daga che ha chiuso la partita-promozione. Come ci si sente ad essere uno dei grandi eroi di Pisa?
Eh, Pisa… Lasciami dire che sono orgoglioso di aver giocato con ogni singolo compagno di squadra, quest’anno. Italiani, spagnoli e brasiliani, ognuno di loro mi ha lasciato dentro un insegnamento a modo suo, riguardo sia al fattore campo che all’extra campo. Per il modo di vivere le partite, per la maniera di prepararle, per come affrontare la settimana. Per questo ti dico: gli eroi di Pisa siamo stati tutti, a prescindere da chi poi ha segnato o ha fatto l’assist del 3-1 che chiude partita e campionato, come è capitato a me. E’ anche vero che quando durante la stagione vieni chiamato in causa poche volte e riesci ad avere un impatto di questa portata, ciò significa che tutti noi giocatori abbiamo lavorato in maniera seria e costante agli ordini del mister. Penso anche a Poggini, che a Pisa ha segnato. Questo non è frutto del caso, ma è tutto merito di allenamenti costanti e settimanali nei quali tutta la rosa si è messa a disposizione della squadra.

Daga e Pucciarelli festeggiano il 3-1 (foto Bilenchi)

Daga e Pucciarelli festeggiano il 3-1 (foto Bilenchi)

Se un anno fa però ti avessero detto, “Juri, giocherai in serie B e vincerai il campionato facendo l’assist di un gol decisivo nella partita-promozione”, tu cosa avresti risposto?
Avrei detto “sei di fuori, sei un matto, sei un folle anche solo a pensarlo”. Non tanto per quella che poteva essere la mia adattabilità alla serie B, ma perché io ho giocato per vent’anni a calcio nelle varie serie dilettantistiche e questo per me era il primo anno nel calcio a 5, che è di fatto un altro sport. Figuriamoci se potevo pensare di trovare subito spazio in serie B, per di più a questi livelli, per di più riuscendo a fare l’assist nella partita decisiva. Per questo avrei risposto: sei un folle.

Come valuti quest’emozione rispetto alla tua carriera sportiva?
Questo è il momento più bello della mia vita sportiva. Ho visto alcune foto e mi sono venuti i brividi. In una esulto ad occhi chiusi… Sono emozioni che non avevo mai vissuto. E dire che campionati ne ho vinti, fortunatamente in questi anni ho vinto tanto. Però questa per me è una vittoria speciale. Perché l’ho vissuta in prima persona, sempre, anche quando non entravo in campo. E perché è iniziata in modo talmente casuale che alla fine questa si è rivelata la vittoria più bella di tutte. Anche perché nel Prato Calcio a 5 ci sono persone che ti lasciano qualcosa dentro, e ti fanno affezionare a questa società, a questa squadra, a questa maglia.

Juri Pucciarelli col fotografo Marco Bilenchi

Juri Pucciarelli col fotografo Marco Bilenchi

Nella festa del gol del 3-1 ti sei trovato sotto il “tuffo del tifoso” dalla tribuna: dal campo te ne sei accorto?
No, sinceramente no. In campo ero troppo preso dalla foga dell’esultanza. All’inizio su facebook era apparsa una foto, ma anche lì non avevo capito bene cosa era successo. Solo quando ho visto il video me ne sono reso conto. Io e anche gli altri giocatori ci siamo buttati via dalle risate. Il gesto del Goti è un qualcosa di pazzesco, spettacolare.

Hai rivisto la partita su Toscana TV già domenica?
No, lì per lì non l’ho voluta rivedere. Per un paio di giorni sono rimasto frastornato. La festa di sabato è stata lunga, poi domenica sono rimasto tutto il giorno fermo in casa tra le nuvole, a guardare il nulla. Anche se guardavo la tv, non la vedevo veramente. Troppe emozioni tutte insieme. Ho cominciato a “realizzare” il lunedì mattina, tornando a lavorare. Parlando con la gente, sentendo i complimenti. Abbiamo fatto una cosa veramente bella.

La tua vittoria merita una dedica particolare?
Sì, a tutte le persone che hanno creduto in me in questa stagione, come giocatore e prima di tutto come persona. Grazie in primis a chi mi sta intervistando e ha ricevuto quella mia prima email, a Cristian Bini Conti che per me è stato un grande appoggio, a mister Coccia che ha deciso di credere in me, al presidente. In pratica, grazie a tutti, e qui mi fermo coi nomi perché non voglio scordarmi nessuno. Poi, grazie alla mia futura moglie Federica, che sposerò il prossimo 20 giugno. Quest’anno ha avuto molta pazienza, soprattutto nell’aspettarmi dalle trasferte sarde e piemontesi. Adesso avrà capito il perché di tutto questo.

Il tifoso laniero Gabriele Goti, protagonista del tuffo dell'anno (foto Bilenchi)

Il tifoso laniero Gabriele Goti, protagonista del tuffo dell’anno (foto Bilenchi)

Ne valeva la pena?
Mille volte sì. Anche perché essere protagonista a Prato per un pratese è il massimo. Io poi ai tempi della Furpile ero sempre in tribuna a tifare. Facevo i mini-abbonamenti, ricordo la sconfitta di Champions col Playas, le sfide con la Lazio… E adesso, a distanza di anni, mi sono ritrovato protagonista con quella maglia e in quel palazzetto. E’ un’emozione che non si può nemmeno spiegare.

Di chi è figlia questa vittoria?
Di un gruppo fantastico. Si dirà: vincendo è più facile fare gruppo. E’ vero, ma noi lo siamo stati dalla prima all’ultima giornata. E siamo riusciti ad avvicinare al mondo del Prato Calcio a 5 tante persone. Spero che anche l’anno prossimo, pur con tutte le difficoltà della serie A2, i nostri tifosi saranno sempre il nostro sesto uomo in campo.