La determinazione di Birghillotti: “Tutto merito del gruppo”

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Il Gladiatore, il calciante, il “quasi preparatore atletico”, il “cattivo” (o presunto tale). Oppure forse semplicemente un giocatore generoso che ha come credo il motto “La squadra prima di tutto”. Intervista a Daniele Birghillotti.

Daniele Birghillotti, che ne pensi di tutto l’entusiasmo che è tornato a respirarsi nell’ambiente?
“Ne sono molto contento, speriamo che duri. Sono sensazioni bellissime. E’ tutto merito del grande gruppo che abbiamo. In tutti noi c’è molta voglia di far bene”.
Nell’intervista post-partita col Cornaredo Peppe Apruzzese ti ha ringraziato a nome di tutti per aver contribuito non poco a risollevare la condizione fisica della squadra.
“L’ho sentito e lo ringrazio. Il merito è di tutti i ragazzi, che hanno accettato la mia idea e mi hanno seguito”.
E’ vero che hai portato in squadra la preparazione del cosiddetto calcio in costume?
“Sì. Eravamo arrivati a fine stagione stanchi, allora ho proposto di ritrovare un po’ di gamba adottando la preparazione che seguiamo al calcio storico fiorentino, in una versione adattata ai bisogni del calcio a 5. Li ho fatti sudare tutti parecchio nella pausa di campionato che precedeva i play-off! Abbiamo visto che funziona, in campo adesso reggiamo bene. Anche contro il Real Cornaredo abbiamo tenuto un gran ritmo. Poi non abbiamo sbagliato neanche un passaggio, e anche quello aiuta”.

Daniele Birghillotti, il Gladiatore del Prato (foto di Pietro Leoni)

Daniele Birghillotti, il Gladiatore del Prato (foto di Pietro Leoni)

Il vostro gioco di rimessa ha impressionato.
“In contropiede siamo stati perfetti. Se giocassimo sempre su quei livelli i campionati li vinceremmo”.
Adesso siete in corsa per l’accesso alla finale. E’ un obiettivo possibile?
“Io alla qualificazione ci credo. Anche perché il Real Cornaredo non è affatto una cattiva squadra, ha solo sbagliato giornata a Prato. Il Salinis è forte ma sono convinto che se la dovrà sudare”.
Torniamo a te: visto che l’età avanza, non è che pensi di smettere a breve?
“No, per niente. Finché il fisico regge io vado avanti. Mi piace lo sport, mi piace allenarmi, mi piace stare coi ragazzi della squadra. Finché mi danno l’opportunità di giocare io non smetto. Poi, se ad un certo punto vedo che rischio di andare incontro a delle figuracce, sarò io il primo ad essere obiettivo e dire basta”.
In effetti hai un fisico da fare invidia, sei tiratissimo.
“Mi sto allenando tutti i giorni in questo periodo, perché punto sia ai play-off col Prato Calcio a 5 che alle sfide del calcio storico fiorentino. Io sono da anni anche un calciante dei Verdi di San Giovanni. Siamo in piena preparazione: il 16 giugno giochiamo contro gli Azzurri”.

Caffè Chocolat Prato, un vero gioiellino nel centro della città

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Come vivi la tua fama di giocatore “cattivo”?
“Io dico solo che mi sento un uomo. Gli uomini anche quando fanno delle cavolate si prendono le loro responsabilità e le affrontano. Io non mi reputo affatto cattivo. Mi reputo impulsivo. E’ chiaro che le manfrine o le cattiverie non le sopporto, non le posso vedere. E’ una parte del mio carattere che non riesco a domare, ma in fondo ne sono anche contento. E comunque riguardatevi le tre partite dei play-off, tanto per fare un esempio. Non ho fatto neanche un fallo, significa che gli avversari sono stati corretti”.
Torniamo al Prato Calcio a 5. Sembrate aver trovato il giusto equilibrio tra “vecchietti” e “ragazzini”, è così?
“Sì, parlerei proprio di equilibrio. Ormai siamo rimasti i cinque dell’ossatura storica della squadra, con alcuni innesti azzeccati di giovani. Anche ragazzi come Gensini e Baldassarri che magari giocavano meno stanno facendo meglio di quello che uno si sarebbe potuto aspettare e ci stanno dando un grande aiuto. Solo così, giocando insieme per un obiettivo comune, si riescono a condurre in porto i risultati. Queste vittorie sono merito anche di loro. Anzi, soprattutto di loro”.

Birghillotti nel riscaldamento prima della semifinale col Cornaredo (foto di Simone Caioni)

Birghillotti nel riscaldamento prima della semifinale col Cornaredo (foto di Simone Caioni)

Queste parole aiutano a capire quanto Birghillotti ami la squadra. E’ in quest’ottica che ci permettiamo di raccontare brevemente un episodio che secondo noi rende l’idea. Qualche mese fa, prima di una trasferta importante, un giocatore biancazzurro (il nome non importa) sale sul pullman della squadra e si trova davanti, nel corridoio dell’autobus, Birghillotti. Daniele, serio e senza alzare minimamente la voce, lo guarda negli occhi e gli dice sicuro: “Te, se oggi in campo non corri, avrai bisogno dell’aiuto dei tifosi avversari”.
Ti riconosci in questo episodio?
“Sì, ma io lo faccio per incitare, ed i ragazzi lo sanno bene. Mica li minaccio o gli faccio paura, ci mancherebbe. Tutti lo prendono per quello che è, un incoraggiamento, il giusto incitamento a dare tutto per la squadra. Posso dire che anche sabato scorso nello spogliatoio, prima della partita col Real Cornaredo, mi sono sentito in dovere di alzarmi e parlare. C’era chi stava ridendo troppo prima di una partita così importante. Così sono intervenuto dicendo più o meno: basta chiacchierare che stai parlando anche troppo, adesso pensa a fare i fatti in campo che ancora non hai dimostrato niente. Quel giocatore ha capito, è sceso in campo convinto ed ha giocato una delle sue partite più belle. E’ di questo che parlo. Le mie non sono minacce, sono sempre parole costruttive mirate a tirare fuori il meglio dai miei compagni, per il bene della squadra. Perché è la squadra che viene prima di tutto. La squadra ed i miei compagni”.
Ti aspettavi di arrivare a giocare per qualcosa di importante proprio in quest’annata così complicata?
“Quest’anno in effetti ci è successo di tutto. Anche di perdere Vincenzo Di Lauro, un compagno importante in campo e fuori. Chi è rimasto però ha dato tutto. Mentre intorno a noi nell’ambiente si chiacchierava, noi siamo riusciti a levarci delle gran soddisfazioni. Siamo stati dei grandi professionisti, tutti. Abbiamo giocato per la maglia e per noi stessi. Adesso è bello vedere articoli, video, entusiasmo e tutto quanto. Significa che qualcosa di bello lo stiamo facendo anche noi per questa maglia. Adesso però pensiamo soltanto alla prossima partita”.