La grinta di Fabio Baldassarri, il “Bambino”

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“Quando arrivi a vivere certe emozioni sei motivatissimo, vuoi riviverle al più presto. E noi ci proveremo”. Parola di Baldassarri: l’attaccante, nato a Firenze il 15-9-1988, è stato confermato dal Prato C/5. Il prossimo sarà il suo terzo anno in biancazzurro.

Fabio, con quale spirito resti al Prato Calcio a 5?
“Con lo spirito giusto, quello di voler fare un altro campionato ai vertici della serie B. Per l’anno prossimo spero di poter disputare un’annata sui livelli di questa appena trascorsa, sia a livello di squadra che personale. Per quanto mi riguarda spero anzi di fare meglio, visto che vengo da una stagione con alti e bassi. Su tante cose devo migliorare. Alcune le ho già imparate, ma so di avere dei margini e spero di crescere ancora. Devo acquisire esperienza e lavorare sul mio modo di stare in campo e di giocare”.
Dove pensi di dover migliorare maggiormente? Magari nel metterci più cattiveria agonistica e nel crescere nella fase difensiva?
“Direi di sì. Penso soprattutto alla difesa. Il fatto è che finora io non avevo mai giocato a questi livelli. Vengo dal calcio dove ero il classico attaccante che partecipa poco alla fase difensiva, per questo ho poca abitudine al riguardo e devo migliorare la parte tattica dello stare in campo e l’aggressività nel difendere la porta. Ho ancora qualcosa da imparare anche nei movimenti da effettuare là davanti nelle rotazioni durante la partita. Poi vorrei più cattiveria ma anche qualche gol in più, che non guastano mai. Sono tanti i campi nei quali poter migliorare, per aiutare la squadra e meritare minutaggio”.

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Quanto pesa per un giovane come te la partenza di Pippo Quattrini?
“E’ ovviamente una partenza pesante, anche a livello personale. E’ lui che mi ha fatto iniziare, anche se chi mi portò a provare è Tommaso Vitale. E’ a Tommy e Pippo che devo i miei inizi nel calcio a 5. Personalmente sono molto legato a Pippo, sia in quanto guida carismatica sia per tutto quello che mi ha insegnato, a livello di calcio a 5 e come persona. Lo sport però è così e noi ora dovremo essere bravi a colmare la sua assenza ed a dimostrare di saper fare bene anche senza un grande come lui. Comunque dispiace perdere lui e gli altri compagni di squadra che ci hanno salutato”.
Quest’anno qualche gol pesante l’hai realizzato.
“Sì, ripeto, ho avuto alti e bassi ma sono soddisfatto. Ricordo i gol alla Terranuovese, al Bra sia all’andata che al ritorno… Segnare non è mai facile e quando ci riesci tutto è sempre più bello, è ovvio. In questo sport poi il gol è più che mai merito di tutti, si gioca molto d’insieme, da soli non si va da nessuna parte. I gol pesanti sono belli, specie quando li segni nelle partite che contano. Sarebbe fantastico segnare nei play-off. Tutti i gol però sono belli”.
La scelta di Coccia allenatore?
“E’ la migliore che la società potesse compiere. Sono contento che l’abbiano presa. Anche con lui a livello personale ho un bel rapporto, poi ha grande competenza da giocatore, conosce la squadra e l’ambiente, darà gli stimoli giusti per fare bene a tutta la squadra. Una squadra nella quale, tra parentesi, mi trovo benissimo. Spero di ricevere ulteriori consigli e di migliorare ancora anche sotto la guida di Coccia. Ho molta fiducia, lui conosce le nostre caratteristiche, contribuirà a migliorarci ancora”.
Com’è che sei passato al calcio a 5?
“Io fino a tre anni fa avevo sempre giocato a calcio. Da due o tre anni mi ero messo anche a partecipare a dei tornei amatoriali di calcio a 5 insieme al mio gruppo di amici, questo sport mi piaceva già. Tra l’altro penso che le mie caratteristiche siano più adatte per il calcio a 5 che non per il calcio a 11. Ritrovarmi subito in serie B non è stato facile, il salto è davvero parecchio alto, ma è una scelta che non rimpiango. Questo sport è molto bello, si adatta a me ed in due anni penso qualcosa di buono di averlo fatto e di averlo imparato. La serie B poi è una categoria bellissima, quest’anno i play-off ci hanno regalato emozioni notevoli. Non capita tutti i giorni di vivere partite come quelle. L’annata è stata ottima, non ci aspettavamo il secondo posto in regular season. Poi abbiamo giocato alcune grandi partite, abbiamo sentito l’affetto del pubblico, l’entusiasmo crescente. Peccato che sia andata male alla fine. Io ho ancora addosso la delusione dell’eliminazione in semifinale, e so già che un po’ di quella delusione resterà con me finché non tornerò a giocare per il nuovo campionato”.

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Quanto ci credevate?
“Tanto. Siamo arrivati ad un pizzico dalla finale, ci credevamo eccome. Per questo la delusione è stata così grossa. L’esperienza della trasferta in Puglia resta comunque bellissima. Lo stare tutti insieme due giorni, trovare un gran pubblico… In partita non siamo stati inferiori alla Salinis, che comunque è un’ottima squadra ed ha meritato la qualificazione. Noi abbiamo sentito troppo la pressione della partita. Per me però, a differenza di quanto ha detto qualcuno dei miei compagni, non c’è stata una forma di paura. Anche se personalmente ho giocato poco, mi sono sentito molto caricato dall’ambiente. Nei pochi minuti del primo e del secondo tempo nei quali sono stato impiegato almeno la grinta ce l’ho messa. Come fai a non mettercela, quelle sono partite incredibili. Intorno hai un gran tifo, il palazzetto è pieno, ti giochi tutto… Peccato, ho rivisto la partita il giorno dopo in televisione e bisogna ammettere che abbiamo commesso degli errori che di solito non commettiamo. Abbiamo anche avuto varie occasioni per pareggiare, la palla proprio non è voluta entrare. Sarebbe stato bellissimo qualificarci, se solo penso a come poteva essere l’Estraforum per la finale di ritorno in casa! Sarebbe stato incredibile. Tutto questo comunque dà grandi stimoli, quando inizi a giocare lo fai proprio sognando di giocare quelle sfide lì. L’annata resta in ogni caso ottima, nella prossima saremo ancora più carichi perché dopo che hai assaporato certe emozioni sai già che cosa potresti andarti a giocare e ci metti tutto quello che hai dentro per provare ad arrivare in fondo a viverle di nuovo. Sono fiducioso, il gruppo è bello, a Prato sto bene, sono stato accolto benissimo sin dal primo giorno, mi sono trovato come a casa mia. Spero davvero che si possa di nuovo lottare tutti insieme per qualcosa di importante”.
Telecronache alla mano, ormai sei “Il Bambino”.
“Sì, ed è un soprannome che mi piace. Anche a casa mia quanto riguardiamo le partite in tv ci piace quando sentiamo quel soprannome. Sì, io ormai sono il Bambino (sorride, ndr)”.