Laino resta al Prato C/5: “Sono felice, era il mio obiettivo”

lainoIl portiere biancazzurro non è più in età da Under 21 ma le sue belle prestazioni gli sono valse la riconferma in maglia laniera: per Edoardo Laino si prospetta un ruolo da secondo di Cleber Biscaro in prima squadra e da fuori quota nell’Under 21 del Prato C/5.

Edoardo, contento di restare al Prato Calcio a 5?
Molto. La “tragedia” occorsa a Cleber in semifinale mi ha almeno dato l’opportunità di mostrare sul campo che potevo valere la conferma. Era quello a cui puntavo da inizio stagione. Volevo fortemente rimanere in maglia biancazzurra.

Edoardo Laino in campo in semifinale (foto Marco Bilenchi)

Edoardo Laino in campo in semifinale (foto Marco Bilenchi)

Raccontaci la tua prima, incredibile annata di calcio a 5.
All’inizio dell’anno il mio obiettivo era arrivare ad essere convocato in prima squadra. Dopo invece è arrivato anche l’esordio in campionato ed è stato bellissimo. Poi mi è capitato di giocare in semifinale play-off, ed è stata un’emozione. Il rigore, tutti gli eventi che sono successi. E poi tutto quel pubblico. Il palazzetto mi è sembrato pieno come ai vecchi tempi, so che il grande Prato aveva ancora più gente a sostenerlo, ma per noi in campo la sensazione è stata quella. Io poi ho parato proprio davanti alla nostra curva. Ho dato tutto. I complimenti di uno come Giannattasio mi hanno dato tanta soddisfazione.

E quei maledetti calci di rigore?
Io e Cleber ci siamo allenati specificamente sui rigori prima dell’inizio dei play-off, sapevamo che poteva essere importante. Purtroppo non è bastato, ed un pizzico di sfortuna ci ha impedito di andare avanti.

Per il Prato C/5 resta un 2014 da ricordare. Vittorie a ripetizione, l’entusiasmo ritrovato dei sostenitori…
Sì, penso che siamo riusciti a ridare il via al movimento che c’era stato in passato. La gente è tornata ad appassionarsi ai nostri colori. Bastava leggere i messaggi su internet dopo l’eliminazione ed anche vedere la voglia dei tifosi di restarci vicino: la festa con loro è stata molto bella. E’ importante, i tifosi saranno decisivi anche nella prossima stagione per aiutarci a vincere. Devono essere il nostro sesto uomo in campo.

La paratona di Laino in semifinale (foto Marco Bilenchi)

La paratona di Laino in semifinale (foto Marco Bilenchi)

Tra prima squadra ed Under 21 da fuori quota, che stagione ti si prospetta per il 2014-2015?
In prima squadra ho davanti un portiere del calibro di Cleber che mi fa anche da maestro, il che per me è solo un bene. So che devo aspettare il mio tempo. Spero di meritarmi in allenamento la possibilità di giocare qualche partita. La prima giornata Cleber è squalificato e potrebbe toccare a me. Voglio allenarmi duramente per ritagliarmi il mio spazio. In Under 21 sono sempre disponibile a dare il mio contributo. La società tra l’altro sta lavorando per ringiovanirla molto, se posso aiutare ne sono felice.

La tua storia può essere d’esempio: a chi lavora bene niente è precluso. Hai qualcosa da dire ai più giovani dell’Under 21, soprattutto ai nuovi che verranno?
Intanto a tutti quelli che pensano che il calcio a 5 sia solo la serie B del calcio a 11 direi che questo non è affatto vero. Il futsal è uno sport a sé che ti appassiona e ti prende. Solo i primi tempi quando ho iniziato a giocare a calcio mi sono allenato con così tanta voglia e passione. Quest’anno per me andare ad allenarmi è stato sempre un divertimento, ho assaporato il piacere di sudare e di faticare. Sensazioni che non avevo mai provato prima. Il merito è di quanto è bello questo sport. Se fai qualcosa che ti piace, la fatica non esiste più. Poi certo, ho visto che se lavori bene le porte della prima squadra non sono chiuse. Abbiamo davanti giocatori di grande livello ed un mister dell’esperienza di Roberto Coccia, lavorando bene abbiamo tante possibilità di miglioramento e di crescita. Poi sta a ciascuno di noi saper cogliere le opportunità.

Qual è stata per te la cosa più bella della stagione appena trascorsa?
Partirei dal momento più bello, che per me è stato parare il rigore a Mangione in semifinale appena entrato in campo. E quella a pensarci bene è stata anche la cosa più bella, perché ne comprende dentro di sé tante altre: il lavoro in allenamento, la fiducia che la prima squadra ha riposto in me convocandomi. E poi comprende il punto da dove sono partito, quello di portiere dell’Under 21 al primo anno in questo sport. Quella parata è il mix di tutto il miglioramento che ho avuto grazie a tutte le persone che mi sono state vicine in tutta la stagione.

Edoardo Laino ha saputo guadagnarsi la riconferma in biancazzurro (foto Marco Bilenchi)

Edoardo Laino ha saputo guadagnarsi la riconferma in biancazzurro (foto Marco Bilenchi)

Come vedi il nuovo assetto societario del Prato Calcio a 5?
Molto bene. Ho conosciuto i nuovi dirigenti e li vedo molto coinvolti e motivati. Anche intorno all’Under 21 c’è stato un notevole rafforzamento dirigenziale. E’ un elemento cardine per far tornare grande questa società. Già quest’anno sono stato benissimo, a livello di società il Prato C/5 non ci ha fatto mai mancare niente, ma poter contare su un organigramma societario molto più ampio consentirà di moltiplicare gli sforzi e le energie per la prossima stagione.

Sia la prima squadra che l’Under 21 sono in costruzione…
Sì, da quel che sento siamo in piena fase di calcio-mercato. Intanto ho visto tante conferme importanti e l’arrivo di Balestri. Sono contentissimo in particolare della conferma di Cleber, non solo per la squadra ma anche per me, non volevo perdere gli allenamenti coi quali – con mio piacere – mi castigava. Poi aspetto alla grande il rientro di Calamai, a cui faccio un enorme “in bocca al lupo”. L’anno scorso nel momento topico della stagione la rosa è stata un po’ troppo corta, credo che la società si stia muovendo per ovviare a questo problema. Non sta certo a me però mettere bocca sul mercato. Ho piena fiducia nei nostri dirigenti.

Il tuo obiettivo personale per la prossima stagione?
Giocare almeno una partita da titolare e migliorare costantemente, perché penso che nessun giocatore, neanche il più forte, debba mai pensare di essere arrivato. Altrimenti inizia il rilassamento e non si cresce. Credo invece che occorra puntare sempre più in alto e lavorare per questo. Voglio allenarmi tantissimo. L’obiettivo ce l’ho anche a livello di squadra: quanto vorrei la promozione in serie A2!