Mecca: “Ho sempre tifato Prato, che gioia essere qui”

Simone Mecca8

L’attaccante pratese ex Cdp è entusiasta della scelta fatta: “Mi è stata data una grande opportunità, voglio dimostrare di meritarla. E’ un Prato che vuole migliorarsi ancora, è stimolante. Da bambino ho tifato tanto. E quella volta con Cristoforetti…”.

Mecca ha militato a lungo nel Futsal Pistoia

Simone Mecca ha militato a lungo nel Futsal Pistoia

Simone Mecca, benvenuto al Prato Calcio a 5. Quali sono le tue prime sensazioni da biancazzurro?
“Provo molta voglia di fare e di dimostrare che qui ci posso stare. Lo stimolo della serie A2 è fortissimo”.

Ti aspettavi questa chiamata?
“Sinceramente no perché vengo da un anno difficile e pensavo di dover interrompere almeno momentaneamente la mia esperienza nel nazionale. Invece si è presentata questa grande opportunità e sono molto contento di aver detto subito di sì. Ho una gran voglia di rimboccarmi le maniche e di dimostrare che i campionati nazionali sono quelli che devo e che voglio fare”.

Come stai adesso?
“Bene. L’annata è stata complicata perché già alla quinta giornata d’andata un colpo mi ha danneggiato il crociato posteriore del ginocchio sinistro. A quel punto un paio di mesi sono stato fermo, poi mi è toccato anticipare il rientro perché alla Cdp la rosa era corta e c’era bisogno di tutti. Questo ha fatto sì che non potessi curarmi al meglio, mi sono un po’ trascinato dietro l’infortunio. Gli esami di fine stagione comunque sono andati bene. Il Prof. Fioriti mi ha spiegato che devo solo lavorare molto a livello atletico e quello davvero non mi spaventa”.

Mecca lo scorso campionato ha giocato in B con la Cdp Coiano

Mecca lo scorso campionato ha giocato in B con la Cdp Coiano

Come ti ha accolto il Prato?
“Bene. Alcuni dei dirigenti li conoscevo già, la chiacchierata che abbiamo fatto mi è piaciuta. Si respira una grande voglia di far bene, anche perché l’anno prossimo è il trentennale della società. Quello che mi ha colpito è che dopo un primo anno di serie A2 chiuso al quarto posto il Prato non si accontenta ed ha voglia di fare ancora meglio della passata stagione. Le prospettive sono buone, so che il proposito è quello di fare un buonissimo campionato”.

Il Prato, così come è successo a Mangione, l’hai spesso affrontato da avversario nei derby.
“E’ vero. E’ sempre stata una situazione particolare, perché proprio io pratese giocavo nel Pistoia contro il Prato. Al riguardo ci tengo a dire una cosa. Ho sempre ringraziato e ringrazio il Pistoia perché è stata la società che ha creduto in me e che mi ha permesso di esordire nel nazionale. A loro io sarò sempre riconoscente. Detto questo, la mia gioia è tanta, perché adesso mi è arrivata la chiamata che avrei sempre voluto, quella della squadra della mia città per la quale tifavo da bambino”.

Andavi alle partite?
“Sempre. All’epoca giocavo nel Maliseti, il campo sportivo era proprio accanto al Pattinodromo, perché in quegli anni il Prato Calcio a 5 giocava lì. Io tante volte uscivo dal campo dopo la mia partita ed entravo nel Pattinodromo per correre a tifare Prato. C’era un’atmosfera magica, un grande tifo, tanto entusiasmo. Venivano anche da altre province a tifare per noi”.

Simone Mecca si appresta alla sua prima stagione in serie A2 (foto Bilenchi)

Simone Mecca si appresta alla sua prima stagione in serie A2 (foto Bilenchi)

Qualche ricordo in particolare?
“Ricordo una volta che stavamo vincendo, o almeno credo. Il pallone schizza fuori dal campo ed io, bambino entusiasta convinto di fare la cosa giusta, corro subito a prenderlo. Lo riporto in tutta fretta a Cristoforetti, alla balaustra, ma lui invece di ringraziarmi mi fa: oh, piano, fai con calma. Non ero ben consapevole che lì vigeva il tempo effettivo, e soprattutto del fatto che magari la squadra voleva ritardare un attimo la rimessa per rifiatare e allentare la pressione degli avversari. Diciamo che è lì che ho iniziato ad imparare le prime furbizie da giocatore (sorride, ndr)”.

Torniamo al presente, anzi al futuro. Cosa ti aspetti dalla prossima stagione?
“Una bella esperienza che mi faccia crescere come giocatore. Spero di migliorare tanto e di poter fare qualcosa per il Prato. Arrivo con grande umiltà consapevole che devo dimostrare di onorare al meglio l’opportunità che mi è stata data. Sono al primo impatto con la serie A2, ho grande voglia di misurarmici”.

Ti senti più laterale o più pivot?
“Diciamo innanzitutto che come giocatore sono molto più offensivo che difensivo. Personalmente mi sento un laterale ma negli ultimi anni ho giocato solo da pivot. Per mister Biagini potevo fare solo il laterale, con Tesi ho fatto il pivot. Dipende anche dagli allenatori e dalla composizione della rosa. Io mi metto a disposizione”.