Momenti di gloria: 11 anni fa il secondo scudetto

3Img_4554.jpgGrande anniversario: era il 4 giugno 2003 quando il Furpile Prato, dopo il 6-6 in trasferta dell’andata, batteva 10-4 la Lazio nella finale scudetto di ritorno, aggiudicandosi il secondo titolo consecutivo di campione d’Italia.

Riviviamo quei giorni straordinari, andando a ripescare alcuni articoli originali ed alcune foto di quei momenti storici.

Fotogallery di Nedo Coppini (ed un pensiero ad un grande amico che non è più con noi: ci manchi, grande Nedo!)

Fotogallery Fioretti

Pochi minuti all'inizio, nel PalaPrato strapieno batte all'unisono un cuore solo

Pochi minuti all’inizio, nel PalaPrato strapieno batte all’unisono un cuore solo

Lazio-Prato, è sfida scudetto
(Il Tirreno, 30 maggio 2003)
PRATO. Ritorna l’eterna sfida Lazio-Furpile Prato e stavolta vale lo scudetto. La rivalità che ha caratterizzato tutta l’annata, e che si rinnoverà a settembre per la finale di Supercoppa, torna stasera per la gara-1 di finale. Si gioca alle 20,30 a Colleferro, con ritorno al PalaPrato mercoledì 4 giugno. Decine di tifosi pratesi seguiranno la squadra: un pullman parte dal PalaPrato alle 14,30. Partita delicata sul piano mentale: i ragazzi di Velasco non dovranno cercare rivincite o vendette, puntando sulla forza della manovra e sul ritmo di gara. Conta solo il risultato, non la differenza reti. In caso di una vittoria per parte o di due pareggi, venerdì 6 giugno si disputerà gara-3 di finale al PalaPrato. La storia dei duelli tra le due squadre e tra i due grandi”nemici”, Velasco e Maurizi, quest’anno si è arricchita di capitoli”caldi” ma anche amari per i lanieri. Nel girone d’andata a Colleferro la Lazio si impose 3-2 su un Furpile incompleto. Lo stesso impianto romano ha visto il 2-3 della vergogna di Coppa Italia, partita poi annullata ma rivinta a Pescara dalla Lazio per 6-5 al silver goal. In mezzo, il grande successo laniero sugli aquilotti, battuti 8-4 al PalaPrato nel ritorno di campionato. Pronostico quantomai equilibrato dunque, mentre ferve la prevendita per gara-2: i biglietti sono acquistabili presso Crifer Sport e Dromedario Viaggi negli orari di apertura e presso il botteghino del PalaPrato da lunedì a mercoledì dalle 18 alle 21. Per la sfida di stasera, che sarà in differita tv su Raisat alle 22,20 ed in diretta radio sui 92.6 di At1, mister Velasco ha solo problemi di abbondanza mentre Maurizi rinuncia a Musti, Franzoi e forse Marcio Forte. (p.p.f.)

Goooool!

Goooool!

Un pareggio che vale mille emozioni
(Il Tirreno, 31 maggio 2003)
LAZIO-FURPILE PRATO 6-6
LAZIO: Caio, Montovanelli, Teixeira, Rufo, Salomao, Fratini, Caruana, Licciardi, De Nichile, Ippoliti, Bacaro, Ripesi. All. Maurizi.
PRATO: Fiori, Claudinho, Ranieri, Bernardi, Chilavert, Vicentini, Quattrini, Sandrinho, Rubei, Carnevale, Bearzi, Trinci. All. Velasco.
ARBITRI: Toscano (Ercolano) e Vescio (Catanzaro).
RETI: pt 2’52” Rufo, 3’38” De Nichile, 4’30” Chilavert, 10’14” Rubei, 10’54” Teixeira, 11’05” Bearzi, 18’47” De Nichile; st 1’27” Montovanelli, 8’59” Ippoliti, 10’24” Bearzi, 18’03” rig. Sandrinho, 18’21” Bearzi.
NOTE: spettatori 1.000 circa, di cui cinquanta provenienti da Prato; ammoniti Caio, Teixeira, Rufo, Ippoliti, Fiori; nessun tiro libero; gara-2 della finale scudetto mercoledì al PalaPrato alle ore 20,30.
COLLEFERRO. Se è vero che esiste il grande cuore granata, allora deve esistere anche il grande cuore biancazzurro. Sotto 2-0, 3-2 e 6-3, il Furpile ha avuto la forza di rimettere in piedi una partita persa riacciuffando il prezioso 6-6 con due reti negli ultimi due minuti. Emozioni a non finire a Colleferro nella gara-1 della finale scudetto. Le due squadre hanno giocato un primo tempo spettacolare, poi a inizio ripresa la Lazio ha dominato per dieci minuti subendo però l’ennesima rimonta laniera nella seconda parte della ripresa. Decisiva adesso gara-2 di mercoledì prossimo: chi vince si porta a casa lo scudetto, mentre se vi sarà un altro pareggio si andrà alla “bella” venerdì, di nuovo al PalaPrato.
L’avvio della partita è choc: tra 3’ e 4’ Rufo e De Nichile segnano due gol in 46” effettivi, portando la Lazio sul 2-0. A riaprire la partita è un gran gol di Chilavert al 5’, che dimezza le distanze. Tante le emozioni: palo di Bacaro su punizione, pareggio di Rubei su grande azione Bearzi-Claudinho al 10’14”. Dura poco: altri 40” e 3-2 laziale di Teixeira. Palla al centro ed il Prato, sospinto alla grande da un manipolo di tifosi, pareggia: Claudinho smarca Bearzi ed è 3-3 dopo appena 11”. Le emozioni non sono finite: il Prato meriterebbe il vantaggio ma non è concreto, mentre a colpire è la Lazio con De Nichile a 1’13” dall’intervallo. L’inizio della ripresa è ancor più negativo rispetto al primo tempo. De Nichile riesce a servire Montovanelli che segna il 5-3 con un gran siluro da fuori, poi il Furpile va in barca e non riesce a cambiare marcia. Palo di Montovanelli all’8’, occasione Bacaro-Ippoliti, 6-3 di Ippoliti al 9’. Sembra finita, ma la Lazio non ha fatto i conti con il grande orgoglio degli eroi biancazzurri. A riaprire il match è Bearzi, che chiuderà poi con una tripletta: il golden boy insacca su ribattuta da traversa di Vicentini. La Lazio ci prova con De Nichile e Rufo, poi tanto Prato.
I lanieri spingono sempre più indietro la Lazio, colgono un palo con Sandrinho, poi accennano anche ad attaccare con Fiori. La svolta a 1’57” dalla fine: Chilavert va giù in area, Sandrinho insacca il rigore del 5-6. Altri 18” e Claudinho pesca sul secondo palo Bearzi che non sbaglia: 6-6 del golden boy. Nei secondi finali tre interventi decisivi di Fiori, chance per Sandrinho, rigore reclamato da Bacaro. E la partita finisce lì. (p.p.f.)

Il 5-2 di Vicentini ammazza la partita, il PalaPrato è in delirio

Il 5-2 di Vicentini ammazza la partita, il PalaPrato è in delirio

«Siamo orgogliosi del Furpile»
(Il Tirreno, 1 giugno 2003)
PRATO. In viaggio con i tifosi del Furpile. Cronaca della trasferta a Colleferro, ultima della stagione, insieme ad altri trentotto sostenitori per gara uno della finale scudetto. C’è aria di festa al ritrovo, fatto il carico di striscioni e tamburi si parte, destinazione Colleferro. Ci sono giovani e meno giovani, padri di famiglia, studenti e anche nove donne. L’atmosfera è allegra e qualcuno prova ad intonare cori, ma nessuno gli va dietro, bisogna preservare le ugole per la partita. Tutto prosegue alla meglio, se non fosse per le interminabili code in autostrada, degne del ponte di ferragosto. Per passare il tempo si propone la visione di cassette beneaguranti (Prato-Lazio di campionato e Prato-Stabia, finale dell’anno scorso) entrambe finite bene per i pratesi. Quando ormai l’orologio segna le 20 giungiamo in vista del palazzetto e gli animi si scaldano. Scendiamo dall’autobus e subito veniamo presi a muso duro dalla polizia, che ci vieta di portare uno striscione dal contenuto per la verità poco oxfordiano ma, soprattutto, non fa passare un megafono (corpo contundente la spiegazione). Passano invece aste di bandiere che sfiorano i due metri. Mah? All’interno siamo subito accolti dai fischi e sistemati insieme ad alcuni sostenitori laziali, ma non accadrà mai nulla, per fortuna. Quello che per noi era un corpo contundente fa bella mostra nella curva laziale. Sarà… Brilla per simpatia uno striscione (volevate la coppa? Andate dar norcino). Meno simpatico un “Prato caput Burundi”, accompagnato dai «buu buu» per Claudinho. In campo il Prato soffre e rincorre, sotto 6-4 tutto sembra segnato, i tifosi pratesi cominciano a riordinare l’armamentario, poi il rigore del 6-5 riaccende le speranze. Scoppia la curva al gol del pari di Bearzi, ora sono i lanieri a sbeffeggiare i romani. Terminata la partita il clima è euforico, facce soddisfatte e incredule. Emanuele dice: «Che soddisfazione – poi, forse esagerando – la gioia più grande da quando sono nato». Gabriele si associa: «Su questo campo non vinciamo mai e questa è una mezza vittoria. Era l’ora. Ho preso un giorno di permesso a lavoro per poter essere qui». Enrico a ruota: «Ho fatto tutte le trasferte dei play off, ma questa è la più emozionante». Infine Fabio Mazzei, la mente dei tifosi: «Abbiamo fatto un gran tifo. Gli ultimi 2’ mi hanno dato una gioia incredibile. Mercoledì possiamo festeggiare lo scudetto, invito tutti i tifosi ad essere presenti, stiamo preparando una coreografia stupenda. Sono cinque anni che seguo il Prato in trasferta, sono stato anche ad Augusta per due volte, facendomi 16 ore di treno all’andata e altrettante al ritorno». Se non è fede questa. Quando finalmente alle 3 di sabato arriviamo a destinazione regna la stanchezza. Qualcuno tra poche ore andrà stoicamente al lavoro, probabilmente con l’animo più sollevato. (Marco Manzo)

FURPILE PRATO CALCIO A 5. Prevendita per il match di domani
(Il Tirreno, 3 giugno 2003)
Si respira già aria da grande caccia al biglietto. Domani sera alle 20,30 il Furpile Prato sfida la Lazio in gara-2 della finale scudetto ed il PalaPrato va verso il tutto esaurito.
Dopo lo spettacolare 6-6 dell’andata, le due squadre si giocano tutto: chi vince conquista il tricolore, mentre un nuovo pareggio rimanderebbe la sentenza alla”bella” di venerdì, sempre al PalaPrato. I biglietti per gara-2 si possono acquistare ancora per oggi presso i negozi Il Dromedario Viaggi di Piazza Ciardi e Crifer Sport di Via Roma a Grignano, oltre che al botteghino del PalaPrato che aprirà straordinariamente dalle 18 alle 21. Gli ultimi tagliandi, se ve ne saranno ancora, saranno messi in vendita direttamente domani al PalaPrato a partire dalle ore 18. (p.p.f.)

Furpile Prato c/5, le mani sul tricolore
(Il Tirreno, 4 giugno 2003)
PRATO. Poche ore al momento della verità. Stasera alle 21 Furpile Prato e Lazio si affronteranno in garadue della finale scudetto dopo il 6-6 di garauno. Chi vince conquista il tricolore, solo in caso di parità si andrà alla “bella”, in programma venerdì al PalaPrato. Il botteghino aprirà alle ore 19, i cancelli alle 19,30. Si attende il pubblico delle grandissime occasioni e sono annunciati anche cento tifosi da Roma.
Il Furpile si presenta al gran completo. Velasco dovrà dunque compiere le consuete scelte tecniche. Fin qui, gli esclusi sono stati Giannattasio (5), Busato e Cristoforetti (3), Ranieri (2), Quattrini e Sandrinho (1). Per la Lazio, possibile recupero di Marcio Forte e solite assenze di Milani, Musti e Franzoi. Arbitrano Bianchi di Conegliano e Di Marco di Pescara. Ottimista il bomber del Furpile, Andrea Rubei: «La squadra sta bene, in casa abbiamo sicuramente qualcosa in più di loro. Là avevamo sempre perso, stavolta abbiamo pareggiato in rimonta dunque adesso il vantaggio è tutto nostro». Cosa è successo nei primi dieci minuti della ripresa in gara-1, quando la Lazio vi ha messo sotto? «In effetti ci siamo trovati in difficoltà ma è una finale, non una partita qualunque. Non è stato solo demerito nostro, vanno dati anche i giusti meriti a loro, che in quella fase hanno pressato bene e sbagliato poco. Noi in generale non ci troviamo bene a Colleferro: è un campo molto lento, la palla non scorre come siamo abituati noi sul parquet e questo non ci aiuta ad esprimerci al meglio». E la vostra reazione nel finale? «E’ uscito il nostro orgoglio. E poi è il solito discorso rovesciato: accanto ai meriti nostri vanno messi in conto i demeriti loro. Sul 6-3 la partita era chiusa, invece loro non hanno saputo gestire un vantaggio importante. Sicuramente nei minuti finali abbiamo comunque dato quella pressione in più che non avevamo dato a inizio ripresa». Che palazzetto ti aspetti? «Quello di tutti i grandi eventi a Prato. Quello visto in Coppa Campioni, o quello che l’anno scorso a Prato ho ammirato dalla tribuna nella finale scudetto. E’ un grande pubblico, è bello averlo a favore». (p.p.f.)

Il Furpile conquista il secondo tricolore
(Il Tirreno, 5 giugno 2003)
FURPILE PRATO-LAZIO 10-4
FURPILE PRATO: Fiori, Claudinho, Ranieri, Bernardi, Chilavert, Vicentini, Quattrini, Sandrinho, Rubei, Carnevale, Bearzi, Trinci. All. Velasco.
LAZIO: Caio, Montovanelli, Teixeira, Rufo, Salomao, Forte, Caruana, Licciardi, De Nichile, Ippoliti, Bacaro, Gentili. All. Maurizi.
ARBITRI: Bianchi (Conegliano Veneto) e Di Marco (Pescara); terzo uomo Vittorio (Sulmona); cronometrista Sanavia (Padova).
RETI: pt 2’19” Chilavert, 10’13” rig. Ippoliti, 11’45” Sandrinho, 12’39” Rubei, 14’14” Ippoliti, 15’29” Bearzi; st 4’09” Vicentini, 7’27” Rubei, 8’11” Sandrinho, 8’42” De Nichile, 9’28” Chilavert, 10’26” De Nichile, 14’32” e 16’35” Quattrini.
NOTE: spettatori 2200 circa; nella ripresa, partita interrotta 2’ per invasione di campo dei tifosi lanieri a 1” dalla fine.
PRATO. Apoteosi al PalaPrato. Dopo una prestazione strepitosa, il Furpile annichilisce la Lazio e conquista a furor di popolo il secondo tricolore consecutivo. Un tricolore che significa anche qualificazione alla Champions League Uefa. Il sorteggio, effettuato ieri a Nyon, ha decretato che la prima fase si giocherà a Riga (Lettonia) contro i padroni di casa, i campioni di Slovacchia e quelli di Azerbaijian.
L’attualità però è un’altra: in un palasport gremito in ogni ordine di posto, il Furpile entra subito in partita mettendo sotto gli uomini di Maurizi. Traversa di Claudinho su punizione, poi Bearzi smarca con freddezza Chilavert e il fenomeno paraguayano non sbaglia: 1-0.
La Lazio cerca di reagire mentre il Furpile controlla, ma Fiori è raramente in pericolo. Ippoliti centra la parte alta della traversa a centrocampo, poi gli ospiti pareggiano con un generoso rigore: fallo di Fiori su Teixeira, 1-1 di Ippoliti.
Un minuto e mezzo e Prato di nuovo avanti per non essere più raggiunto: assist di Chilavert, rete di Sandrinho. Gol peraltro viziato forse da un fallo di mano del brasiliano in partenza.
Indiscutibile invece il 3-1 di Rubei, perfetto nel mettere all’angolino dopo un assist delizioso di Vicentini. Ippoliti di rimessa dimezza le distanze, poi una grande azione di Claudinho porta allo strepitoso 4-2 di Bearzi.
Nella ripresa il Prato accelera ancora. Vicentini lancia un gran contropiede, Claudinho fa sponda e Deco non fallisce il 5-2. Poca cosa la reazione degli ospiti, sostenuti da una sessantina di tifosi, mentre il Prato non cede un centimetro di campo.
All’8’ Rubei ruba palla, si fa più di metù campo e insacca uno strepitoso 6-2, poi Sandrinho fa 7-2 su assist di Quattrini. Non c’è quasi più partita, anche se mancano 12’. De Nichile accorcia le distanze, Chilavert liberato sul secondo palo chiude di nuovo il match: 8-3. Ancora un gran gol di De Nichile ma è l’ultima fiammata della Lazio, punita nel finale da due gran gol di capitan Quattrini.
Negli ultimi tre minuti inizia la festa, col palasport che salta insieme alla panchina laniera. Di fronte a un’impresa così, perfino l’entrenador Velasco ha perso il proprio abituale aplomb.
Era impossibile, del resto, mantenere la calma nell’allegra bolgia del PalaPrato, esploso al fischio finale (dopo un falso allarme) ed osannante alla premiazione finale. Per il Prato è il secondo scudetto di fila. (p.p.f.)

I CAMPIONI
(Il Tirreno, 6 giugno 2003)
PRATO. Dietro un trionfo eclatante come quello di mercoledì scorso c’è sempre un lavoro di equipe. Scopriamo insieme alcuni dei protagonisti del successo pratese.
Liviano Moni. Il presidente entra ai tempi della C1. Umile, determinato, leale: le qualità di un friulano doc al servizio del gruppo. Dodici anni da protagonista. Decisivo.
Renzo Nicoletti, Marco Caruso, i dirigenti. I due vice presidenti e lo staff: uno per tutti, tutti per uno.
Fabio Magni. Direttore sportivo e fondatore della squadra, nel 1991, in piena C1, vaticina: vinceremo lo scudetto. Lo prendono tutti per pazzo: si stanno ancora scusando.
Massimiliano Montemurro. Due anni da direttore generale, due anni di trionfi sportivi ed organizzativi. Tutta l’Europa celebra gli eventi pratesi: coincidenza? No davvero.
Cristiano Nicoletti. Cuore e concretezza al servizio della causa. Un segretario inarrestabile.
Rossano Coli, Aldo Santi, Michele Scapicchio e lo staff medico. “Salvano” giocatori, fanno spogliatoio e chilometri a migliaia. Da applausi.
Il gruppo Furpile e gli sponsor. La passione negli occhi, Prato nel cuore. Bello vederli in tribuna sbracciarsi come tifosi. Uniti per vincere.
Jesus Velasco. Onore al tecnico, tutti in piedi davanti all’uomo. Un simbolo di stile e di classe. La marcia in più del Prato calcio a 5.
Andrea Bearzi. “Adesso chiamatemi Campione”. Sarà fatto, sua maestà Golden boy. Il primo amore della curva.
Franco Bernardi. Un giovane laterale pratese senza paura ma con tante qualità. Paziente.
Cristian Busato. Che sfortuna, “Lupo”! Si infortuna in un momento topico della stagione. Comunque grande.
Carlos Chilavert. Gli manca solo di fare anche il portiere. Che fenomeno, El Cabezon!
Claudinho. Saluta Prato con le lacrime agli occhi. Un campione che lascia un grande ricordo.
Andrea Cristoforetti. Sei anni al Prato, due scudetti. Bravo vice capitano!
Claudio Fiori. Otto anni a Prato. The Wall, un mito.
Nicola Giannattasio e Matteo Trinci. Dura togliere di porta Claudio Fiori. Ci provano, ma è proprio dura.
Pippo Quattrini. Rientra nel finale e “uccide” la Lazio. Il vero Gladiatore è lui. E chi è Russell Crowe?
Pablo Ranieri. Fantasia e tecnica: un giocoliere.
Andrea Rubei. “La pensione? E’ lontanissima.” Classe pura, un sinistro killer. Stupiscici ancora, campione.
Sandrinho. Il classico fenomeno carioca: uno dei nuovi idoli della curva. Spesso da standing ovation.
Andrea Vicentini. Grande finale di stagione di Deco. Un giocatore esplosivo, insostituibile. Dedicato a Felipe. (p.p.f.)

I bomber stagionali del Furpile
(Il Tirreno, 7 giugno 2003)
PRATO. La stagione sportiva è finita, certo nel migliore dei modi, ma è pur sempre finita. Per il Furpile Prato Calcio a 5 è giunto il momento di mostrare le cifre dei tanti gol segnati su quattro fronti diversi: campionato, coppa Italia, Futsal Cup e Supercoppa italiana.
214 gol in 43 partite: Rubei 45, Bearzi 36, Chilavert 28, Vicentini 24, Sandrinho 15, Cristoforetti 14, Busato 13, Claudinho 13, Quattrini 10, Silvestri 5, Ranieri 4, Bernardi 1, Di Lauro 1, Fiori 1.
Autogol a favore 4.
44 gol in 6 partite di playoff: Bearzi 9, Rubei 9, Sandrinho 7, Chilavert 4, Claudinho 4, Vicentini 4, Quattrini 3, Busato 2, Cristoforetti 1, Fiori 1.

Playoff scudetto, in gara 2 di finale il Furpile Prato travolge la Lazio (10-4) e si conferma campione d’Italia
(Comunicato Stampa Divisione Calcio a 5 FIGC, 4 Giugno 2003)
Aggiudicandosi nettamente per 10-4 questa sera la gara 2 della finale scudetto giocata in casa contro la Lazio in un Palaprato gremito, il Furpile Prato ha vinto il 20° Campionato Italiano di calcio a cinque, conquistando il secondo scudetto consecutivo, impresa che non riusciva in Italia dai tempi della BNL 96/97 che centrò in quell’occasione un fantastico tris.
Dopo il 6-6 di gara 1 dunque la squadra di Velasco (al 3° scudetto in Italia da allenatore) è riuscita a riscattare la sconfitta contro la Lazio nella finale della Coppa Italia di questa stagione al termine di una gara che entra così nella storia delle finali come il match più ricco di reti.
Così come in gara 1 primo tempo ricco di reti con i campioni d’Italia subito in vantaggio, dopo una traversa di Claudinho su calcio di punizione, grazie ad un assist di Bearzi per Chilavert al 2° al quale la Lazio riusciva a rispondere, dopo essersi ripresa dall’avvio vibrante degli avversari, con un rigore trasformato da Ippoliti per un ingenuo fallo di Fiori ai danni di Teixeira.
Un minuto solo e Sandrinho riportava avanti il Furpile Prato imitato subito dopo dall’inossidabile Rubei che batteva di destro (non il suo piede preferito) in diagonale Caio.
Sessanta secondi ancora ed un’invenzione di Bacaro serviva ad Ippoliti la palla del 3-2 a cui i padroni di casa rispondevano con il 4-2 di Bearzi servito libero sulla sinistra da Claudinho.
L’avvio della ripresa del Furpile Prato portava lo scudetto ancor più dalla parte dei campioni in carica, con tre reti messe a segno nell’arco di 4 minuti: al 4° una percussione centrale del campione d’Europa Vicentini non ostacolata da nessun avversario portava l’azzurro a concludere a porta vuota dopo un triangolo vincente con Claudinho; al 7° una veloce ripartenza del trentaseienne Rubei conclusa ancora di destro, con la complicità di Caio; all’8° l’altra doppietta di Sandrinho pescato in area da capitan Quattrini.
Sul 7-2 la Lazio provava a rimanere in gara con De Nichile pescato sul 2° palo da Montovanelli prima del 2° sigillo personale di Chilavert (solo in area su assist dalla destra di Sandrinho) e dello splendido bis di De Nichile di sinistro praticamente dalla linea di fondo.
C’era ancora tempo per il 9-4 di capitan Quattrini al 14° a cui seguiva tra le fila della Lazio, l’inserimento di Ippoliti come portiere avanzato che consentiva al numero 7 pratese di andare a realizzare al termine di un’azione tutta di prima, la doppietta personale ed il 10-4 finale.
ALBO D’ORO: 83/84 e 84/85 Roma Barilla, 85/86 Ortana, 86/87 Marino, 87/88, 88/89, 89/90 e 90/91 Roma RCB, 91/92 BNL, 92/93 e 93/94 Torrino Sporting Club, 94/95, 95/96 e 96/97 BNL, 97/98 Lazio, 98/99 Torino, 99/00 Intercart Genzano, 00/01 Roma Lamaro, 01/02 e 02/03 Furpile Prato

Prato c/5, aperte le porte dell’Olimpo
(Il Tirreno, 6 giugno 2003)
PRATO. E’ stato il trionfo di una città. Un palazzetto stracolmo a festeggiare insieme al Furpile, confermatosi numero uno indiscusso del pentacalcio nazionale e capace di dispensare spettacolo a piene mani proprio quando è più difficile: nella finale scudetto. Annichilita la Lazio, apparsa meno squadra rispetto ai lanieri, dotati di una manovra avvolgente e veloce che non ha lasciato scampo agli eterni rivali.
Deluso mister Maurizi, che non si è presentato alla cerimonia di premiazione, a differenza di una Lazio sportiva, stavolta.
Per questa Lazio è stato il canto del cigno: in panchina da ieri c’è Franco Albanesi, Agenore Maurizi già migra verso altri lidi, con la Bnl Ciampino in sua ansiosa attesa. In corso già un braccio di ferro sui giocatori, molti dati per partenti: stando alle voci, Montovanelli a Perugia, Caio ad Arzignano, Ippoliti, Teixeira e Bacaro alla Bnl. Per il Prato viceversa è stato il lancio definitivo nell’olimpo dei grandi di tutti i tempi. Dopo due straordinari scudetti consecutivi, l’obiettivo adesso non può che essere l’Europa. Anche in casa Furpile vi saranno cambiamenti. Il primo è già ufficiale: Claudinho ha firmato per il Saragozza, optando per un ritorno nel campionato più forte del mondo, quello spagnolo. Come biasimarlo? I colpi di mercato non si faranno attendere, anche se il ds laniero Fabio Magni non si sbottona su nulla, nemmeno sulle conferme: «Adesso ci prendiamo qualche giorno per festeggiare, poi parleremo di tutto il resto – spiega – Il mercato è in fermento e noi non siamo stati a guardare. Inseguiamo un portiere da affiancare a Fiori, un forte pivot, un jolly di valore e, se Corsini non riesce a diventare italiano, anche un difensore di livello». E’ un Prato che già guarda avanti. Dall’alto del suo secondo tricolore consecutivo. E non può fare diversamente se vuole confermarsi a questi stratosferici livelli. (p.p.f.)