Pelagatti: “Voglio essere utile alla squadra”

Pelagatti2Prima intervista “biancazzurra” per l’universale ventiquattrenne Dimitri Pelagatti, ex Bulls che in serie B ha già segnato 9 gol nel 2013-2014 con la maglia dell’Isolotto. “Cosa chiedo al Prato? Il numero 3, è un omaggio a un grande…”. L’intervista.

Dimitri Pelagatti, benvenuto al Prato Calcio a 5. Cosa ti ha convinto a passare in maglia biancazzurra?
In primo luogo gli obiettivi della società. Le ambizioni del Prato mi attirano molto. Credo che si tratti di un’opportunità che difficilmente potrebbe ricapitarmi, sono stato felice di dire subito di sì. In secondo luogo ho visto un ambiente sereno e tranquillo. Ho avuto modo di fare qualche allenamento con la squadra e c’è un gran gruppo, c’è forte affiatamento e mi sono subito trovato a mio agio.

I Bulls come hanno preso la tua decisione?
Credo che abbiano capito che questa per me è una chance importante, ed alla fine hanno acconsentito al mio trasferimento. Non erano contentissimi di vedermi andar via, diciamo così. Pensano che per me questa possa essere una scelta controproducente sul piano personale, in vista del mio pieno recupero. Io invece sono convinto della mia decisione.

Pelagatti premiato come miglior giocatore di C1 all'All Star Game 2013

Pelagatti premiato come miglior giocatore di C1 all’All Star Game 2013

Cosa ti aspetti a livello personale?
Per prima cosa mi aspetto di ritornare al cento per cento della condizione, in modo da cercare di sfruttare al meglio le possibilità che potrò avere. Poi voglio essere utile alla squadra per quanto essa potrà aver bisogno di me. Infine, spero di poter andare a giocare in quell’altro campionato che non oso nominare per scaramanzia (ride, ndr).

Sei giovane, conosci qualcosa della storia del Prato Calcio a 5?
So moltissime cose. Nelle ultime stagioni mi hanno allenato Andrea Bearzi e Pippo Quattrini. Dai loro racconti entusiasti quella storia gloriosa mi sembra di averla vissuta anch’io. Del resto è stata l’esperienza sportiva più bella della loro vita, me l’hanno sempre detto.

Che puoi dirci invece del tuo nuovo tecnico, Roberto Coccia?
E’ un professionista vero, un allenatore con grandi conoscenze e personalità. Sa gestire il gruppo senza far sentire nessuno “minore” degli altri. Siamo tutti alla pari, consapevoli di lottare insieme per un obiettivo comune.

E il tuo nuovo palazzetto?
E’ fantastico. Anche solo entrarci da avversario, con tutta quella gente a vederti, è un’emozione. Sono pochi i palazzetti che, come l’Estraforum, ti raccontano una storia.

Sabato al palazzetto arriva il Cus Pisa, avversario sempre coriaceo. Non è rischioso tutto l’entusiasmo che circonda il Prato?
Dovremo essere molto concentrati. Ogni partita fa sempre storia a sé. Gli avversari vanno affrontati tutti allo stesso modo, col massimo rispetto ma senza paura di nessuno. Noi cercheremo di sfruttare le nostre qualità, quelle che abbiamo dimostrato di avere. Dobbiamo confermarci e non commettere l’errore di entrare in campo pensando di avere già vinto. Il campionato lo dimostra: quest’anno sono tutte battaglie.

E’ vero che al Prato C/5 hai fatto una richiesta particolare?
Sì, quella di avere la maglia numero 3, perché l’anno scorso ce l’aveva Andrea Bearzi all’Isolotto. Se sono arrivato a farmi conoscere è grazie al mio allenatore e compagno di squadra Bearzi. Il numero 3 è un omaggio a lui. Spero di ripagarlo per tutto quello che mi ha dato. Riuscire nella città che tanto lo ha amato e dove ha vinto tutto poi, sarebbe impagabile.

Sei giovane ma il tuo curriculum è già lungo e vanta anche delle presenze nella Nazionale Under 18 di calcio a 11. Dev’essere un bellissimo ricordo.
Lo è. Fui chiamato in maglia azzurra per disputare con l’Italia il Trofeo del Mediterraneo. Giocammo in Sicilia, peccato che non fummo fortunati. Nel girone di qualificazione ci eliminò all’ultima partita l’Algeria. Ci sarebbe bastato pareggiare ma perdemmo 1-0. Era il 2008, giocavo in Eccellenza nel Calenzano. Adesso però non voglio pensare ai ricordi. Voglio guardare dritto al mio futuro in maglia biancazzurra. Sono felicissimo di essere qui.