Il centrale Marco Pugi: “Punto a giocare i play-off”

07.jpgAltra conferma importante per l’Under 21 del Prato C/5. Marco Pugi, centrale nato a Prato il 4-4-1992, si prepara con grande carica a vivere il suo secondo anno in biancazzurro: “Siamo cresciuti, adesso è tempo di fare di più”.

Com’è andato il primo anno, Marco?
“C’è stata qualche difficoltà iniziale, ma era inevitabile. Neanche ci conoscevamo, e alcuni di noi venivano dal calcio a 11 senza aver mai fatto calcio a 5. Nella seconda parte della stagione abbiamo preso un altro passo, vincendo anche partite importanti come il derby di Pistoia e la sfida interna con la Torgianese. Abbiamo messo in fila alcuni buoni risultati che ci hanno consentito di evitare le ultimissime posizioni. Confrontando la prima parte del campionato con la seconda, le partite che abbiamo disputato non sono neanche parenti. Questo grazie al lavoro ed al fatto che piano piano abbiamo iniziato a conoscerci, a capire i movimenti gli uni degli altri, come passarci la palla e cose simili”.
Costruire una squadra da zero è più difficile o stimolante?
“E’ stimolante. Mister Mercadante ci ha detto subito che accettava soltanto giocatori che condividevano il suo progetto. Non voleva gente priva di stimoli o pronta a mollare al primo intoppo. Ciò detto, certo che si trovano molte difficoltà partendo praticamente dal nulla, però tutto questo ti dà anche una grande carica perché ti senti parte di un progetto, hai la sensazione di essere una pedina importante”.
E adesso?
“Adesso siamo chiamati a fare di più. Nello spogliatoio, scherzando, ci siamo detti che l’anno prossimo dobbiamo minimo vincere il derby sia all’andata che al ritorno e raggiungere i play-off. Io sono convinto che nel prossimo campionato possiamo fare anche di più. E che i derby li vinciamo a mani basse eh?! (ride, ndr)”.

Marco Pugi, al secondo anno con la maglia biancazzurra

Marco Pugi, al secondo anno con la maglia biancazzurra

Come hai vissuto il tuo passaggio dal calcio a 11 al calcio a 5?
“Ero titubante, anche perché non riuscivo a vedere come convertire il mio ruolo di mediano. Il mister mi ha spostato più volte di posizione e mi ha dato la mia identità di giocatore di calcio a 5. Adesso so cosa fare e dove migliorare per far girare meglio la squadra”.
Dove pensi ci sia più da migliorare?
“Direi nell’impostazione del gioco. La squadra è diventata brava in copertura, lo dicono anche i numeri, ma resta carente nella costruzione della manovra”.
Un centrale ricopre un ruolo nevralgico, nel gioco della squadra.
“Quello di centrale è un bel ruolo. Per me è uno di quei ruoli dove ti migliori se si migliorano anche gli altri, dove fai un buon lavoro se tutti ti aiutano”.
Come vedi la rosa dell’Under 21?
“Sinceramente sono piuttosto positivo per la stagione a venire. Mi sembra che stia venendo una bella squadra. Baldacci e Baracchi li conoscevo e sono contento del loro arrivo. So che ci sono altri acquisti in ponte, vediamo quando il gruppo sarà completo. Chi viene al Prato Calcio a 5 ne conosce la storia, non credo venga a perdere tempo e senza sentire un po’ di responsabilità”.
E la prima squadra?
“La possibilità di salire in prima squadra deve servire a tutti come stimolo. Dev’essere un altro fattore per dare la giusta spinta alla nostra stagione. L’anno scorso quando sono stato convocato in prima squadra, o quando sono stato chiamato per allenarmi con loro, ho visto quant’è importante. Senza la prima squadra il miglioramento personale è più lento. Giocare ad una velocità tre, quattro volte superiore a quella cui sei abituato ti spinge a tirare fuori cose che nell’Under 21 non riusciresti mai a far emergere, o a cui perlomeno arriveresti molto più tardi. E’ una questione di intensità, di abitudine ai ritmi alti”.