Russo: “Ho recuperato, che voglia di rientrare!”

Giuseppe-russo.jpgTecnicamente è una conferma, di fatto è un nuovo arrivo. Giuseppe Russo, centrale difensivo classe 1990 (è nato a Prato il 14.9.1990), è pienamente abile ed arruolato alla causa biancazzurra. L’anno scorso la sua stagione durò sì e no un quarto d’ora.

Tanto Russo riuscì a stare in campo, segnando anche un gol, prima di lesionarsi il crociato del ginocchio nel corso della prima di campionato a Pistoia.
Per lui questo è un giorno importante, per due motivi: ricorrono proprio oggi, 12 giugno 2013, i sei mesi dall’intervento di ricostruzione del legamento, ed in contemporanea arriva la sua conferma da parte del Prato Calcio a 5.
Russo, cominciamo dalle tue condizioni fisiche: come stai?
“Sto bene. Mi sto riprendendo in maniera completa. Oggi sono sei mesi esatti dal giorno dell’intervento. Se ci fossero partite da giocare potrei rientrare anche subito. Mi manca solo l’ok del Prof. Fioriti. Domani mi sottoporrò ad una visita di controllo. In questa fase sto facendo molto potenziamento in palestra. La fisioterapia l’ho pressoché finita. Permettimi di ringraziare il Prof. Fioriti, che oltre ad essere il luminare che tutti conoscono si è anche dimostrato una persona veramente molto disponibile e attenta”.
All’avvio della preparazione quindi potrai lavorare come gli altri del gruppo?
“Certo, andrò come gli altri e forse meglio, perché io la preparazione la inizio molto prima, praticamente l’ho avviata adesso. Sto già andando a correre, mentre in campo sto provando qualche scatto, passaggi, le cose basilari per arrivare a settembre pronto e senza paura”.

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Che sfortuna che hai avuto l’anno scorso.
“Davvero, il mio campionato è durato solo un quarto d’ora. Succede, la sfortuna non si può prevedere. Sono contento semmai che l’operazione ed il recupero si siano svolti senza complicazioni né problemi. Riprendersi nei tempi previsti è stata una gran bella notizia. Ringrazio la società che ha dimostrato fiducia in me restandomi sempre vicino e poi confermandomi in prima squadra nonostante i miei pochi minuti giocati. Potevano dirmi: non giochi da un anno, vai nei campionati minori per riprenderti del tutto. Invece è andata diversamente e sono molto felice, e voglioso di ripagare questa fiducia”.
Se vogliamo vederla con un sorriso, l’anno scorso la tua media gol è stata da paura: una rete ogni quindici minuti, no?
“Eh sì, ho tenuto una grande media. Se la ripeto anche nella prossima stagione possiamo vincere il campionato! (sorride, ndr)”.

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Avete perso alcuni giocatori importanti, come la vedi?
“Intanto alla fine gran parte del gruppo è rimasto ed è molto determinato. In questi giorni ho parlato anche con altri giocatori e sono tutti motivatissimi. La voglia della squadra è quella di rifare un’altra annata sui livelli di quest’anno. Chiaro, abbiamo avuto delle partenze non da poco, nessuno lo mette in dubbio. Soprattutto Quattrini e Di Lalla erano importanti per il gruppo, sia in campo che fuori. Ognuno però fa le sue scelte e noi le rispettiamo. Le alternative stanno già maturando. In attacco la società ha preso Vincentini, in panchina è andato Roberto Coccia. Per me Coccia era la persona più indicata per prendere in mano la conduzione tecnica della squadra. Ci conosce tutti, è competente, è un motivatore dentro e fuori dal campo. Un altro vantaggio per me è dato dal fatto che Coccia giocava proprio nel mio ruolo, potrà darmi magari qualche consiglio in più rispetto ad altri. Tutti noi vogliamo dimostrare di essere una squadra di valore, e lo siamo. Gente come Calamai, come Gensini, come Baldassarri ha dimostrato di poter fare qualcosa in questa categoria. L’esperienza di Quattrini tante volte ha cambiato le partite, lui in questo sport è un supereroe. Noi però dobbiamo dimostrare di sapercela fare anche senza di lui, e senza gli altri che ci hanno salutato”.
A livello personale cosa ti aspetti dalla prossima stagione?
“Che duri più di un quarto d’ora! (ride, ndr) Scherzi a parte, spero di disputare un campionato sui livelli delle poche partite che avevo giocato due anni fa e dei pochi minuti della scorsa stagione. E’ a quei livelli che devo tornare. Ancora non mi è riuscito di disputare un’annata intera in serie B. Io sono il più motivato di tutti perché ho perso un anno. Devo giocare due anni in uno, mi devo rifare. Sento addosso le stesse motivazioni che avevo al via della passata stagione, quando ero fresco di conferma nonostante non fossi più un Under 21”.
Sei andato a saltare proprio l’anno che vi ha visto arrivare ad un passo dalla finale play-off.
“Che rabbia! Avevo voglia di stare in campo anche con le stampelle. E’ proprio vero: stare fuori è più dura che giocare. Fino all’operazione ho anche continuato ad andare in trasferta, poi con le stampelle di viaggiare non era il caso e mi sono limitato ad assistere alle partite interne. Ho sofferto più a star fuori che a perdere la semifinale! Che resta un gran peccato, la Salinis era una buona squadra ma non ci era superiore. Abbiamo sbagliato troppo”.
Avresti fatto molto comodo in difesa, ginocchio maledetto…
“E pensare che l’infortunio è un po’ colpa mia! Se l’avessi passata a Beppe [Apruzzese, ndr] non mi sarei fatto male. Se solo avessi fatto meno l’egoista… Maledico il momento in cui mi è venuto in mente di tirare, mi sono allungato ed il danno era fatto. Che poi tirare non è la mia specialità, dovevo lasciare l’incombenza ad uno specialista come Peppe. Egoismo maledetto! (sorride ma è anche serio, ndr). Almeno dopo che m’è saltato il crociato sono divenuto un vero giocatore di calcio a 5. Me l’ha detto Pippo: se nel calcio a 5 non ti fai il crociato non sei nessuno, adesso sì che sei un vero giocatore! E se lo dice Pippo, per me è Bibbia (ride, ndr)”.

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