Un altro grande ritorno: Federico Leone è biancazzurro!

Federico LeoneL’esperto laterale, classe 1974, ha firmato ieri sera: Leone torna al Prato dove aveva giocato nel primo anno di serie A della società laniera. Torna con grande determinazione: “Voglio un campionato da ricordare”. L’intervista.

Dopo Devid Vincentini, anche Federico Leone (nato a Firenze il 6-4-1974) ha scelto di tornare a vestire la maglia biancazzurra. Il laterale, 39 anni (ma davvero non li dimostra), ha seguito la stessa strada dell’attaccante lasciando l’Isolotto per entrare nel rinnovato gruppo biancazzurro, bisognoso della sua esperienza, della sua visione di gioco, della sua determinazione. La firma è avvenuta ieri sera nella sede del sodalizio laniero.
Federico, bentornato. Cosa ti ha convinto a tornare al Prato Calcio a 5?
“Conosco Roberto e Renzo (Coccia e Gualchieri, ndr) da tanto tempo, il progetto che la società mi ha proposto è buono e ho fiducia nel Prato che ha sempre fatto bene. Anche negli anni che sono stato alla Poggibonsese il Prato è sempre stato un avversario di valore. E poi nel panorama toscano altre società di questo livello non ci sono. Io voglio giocare in una realtà competitiva, scendere in campo per divertimento non mi basta. Se devo andare a giocare solo per divertirmi vado al campetto con gli amici, non in serie B. Per carattere se prendo un impegno così serio come un campionato nazionale, io voglio farlo, per così dire, da professionista. Prato per me era l’unica alternativa valida e sono stato felicissimo di accettarla”.
La squadra come ti sembra?
“Non conosco tutti, soprattutto i giovani, quindi è presto per dare giudizi. Gente come Nardi, Apruzzese e Birghillotti però li conosco bene e sono una sicurezza, e Vincentini per me è un grande giocatore. Vediamo, so che la squadra è quasi fatta ma è ancora in costruzione, se arrivasse anche una ciliegina sulla torta…”.

Federico Leone, grande ritorno in biancazzurro

Federico Leone, grande ritorno in biancazzurro

Il Prato ti chiede un contributo di sostanza e di esperienza.
“La perdita di Quattrini e Di Lalla non è cosa da poco e non è semplice rimpiazzarli. Sono sicuro però che il mio contributo lo potrò dare. Fisicamente e mentalmente sto molto bene, e ho una grande voglia che è sempre un trampolino di lancio importante. Spero di fare qualcosa di più di una bella annata, sia a livello personale che di squadra”.
Che aspettative hai per il campionato?
“Difficile dire adesso cosa mi aspetto, con le rose delle squadre ancora in via di completamento ed il girone che ancora è un’incognita. Io poi non amo fare pronostici, non portano bene. Viviamo partita per partita e cerchiamo di divertirci e fare il massimo, tenendo ben presente che sono i risultati poi a costituire gran parte del divertimento. Ripeto, dico solo che vorrei fare molto bene, a livello mio e di squadra. Voglio un campionato da ricordare. Anche se non è mai semplice, sono sempre tanti i fattori in gioco”.
Cosa ricordi di quell’anno lontano ma glorioso, col Prato che si affacciava per la prima volta al palcoscenico della serie A?
“In quell’anno a Prato io ho imparato di più che a giocare dieci anni in B o in C1. Giocando accanto ai più bravi ed a quelli più grandi di te impari tantissimo ed accumuli un bagaglio che poi ti porti dietro per sempre. In quel contesto impari a non mollare mai. Impari che bisogna soffrire in ogni allenamento per ritagliarti uno, due minuti in campo al sabato. Tanti ragazzi questo non lo capiscono. Io quell’anno con mister Carobbi feci una stagione quasi senza giocare. Personalmente credo che avrei meritato qualcosa in più, ma non ho rimorsi perché mi impegnai sempre al cento per cento e rimasi fino alla fine. Sono contento di aver finito quella stagione. Non era facile del resto trovare spazio. In squadra c’erano Andrejic, Bearzi, Ranieri, Moro, Busato…”.
Prato a parte, qual è stata la tua avventura sportiva più bella?
“Ho fatto tante bellissime esperienze, ma l’avventura che mi viene subito in mente è la Final Eight di Coppa Italia a Genzano, con la Poggibonsese. A Poggibonsi ho passato 7 anni splendidi. Ricordo tutto di quelle stagioni. Sono stati anni di soddisfazioni, senza mai un problema. L’emblema di quel periodo resta la finale di Coppa contro la Cogianco Genzano. Fummo la sorpresa del torneo. In un bel crescendo passammo i quarti, le semifinali. Si vide in campo che eravamo un grande gruppo. Fu bello anche solo stare quattro giorni tutti assieme. E l’adrenalina che saliva prima della finale, indimenticabile. La vittoria non arrivò, ma disputammo una grande partita. In qualche modo fu il coronamento di tanti anni di lavoro con mister Chiappini. Anni di sacrifici, allenamenti e fatica che ci portarono fin lì, a raccogliere gli applausi di tutti. C’è stato un bel gruppo anche nella passata stagione all’Isolotto, dove abbiamo vinto Coppa Italia e serie C1. Anche lì sotto la guida di Tommaso Chiappini, per il quale io stravedo sia come persona che come allenatore. E’ stata una bella annata, mi sono divertito tanto. E anche se i pronostici erano tutti per noi vincere non è stato facile. Eravamo una bella squadra ma il campionato è stato nostro solo all’ultimo respiro. Questo per confermare, come accennavo prima, che a tutti i livelli vincere non è mai né semplice né scontato”.

Mister Coccia e Leone a cena dopo la firma: grande soddisfazione per entrambi

Mister Coccia e Leone a cena dopo la firma: grande soddisfazione per entrambi

Torniamo al Prato: arrivi in un momento di grande fervore, col sodalizio biancazzurro che era dato per vacillante dopo l’addio di Quattrini, e che invece ha rilanciato tra le ambizioni della prima squadra ed un settore giovanile in piena esplosione.
“Sinceramente giocare con Quattrini mi sarebbe piaciuto. Anch’io sono un giocatore per così dire focoso, insieme sono sicuro che saremmo andati forte. Ciò detto, io a un Prato in crisi non ho mai creduto. Vedo anzi un grande entusiasmo che mi ha convinto e contagiato. Come ha convinto anche Vincentini, che sono contento di ritrovare in squadra dopo l’anno scorso. Ritroverò anche Nardi dopo l’esperienza di qualche anno fa al San Michele. Che tra parentesi è un altro bellissimo ricordo. Eravamo una grande squadra, peccato che mancarono un po’ i risultati. E come dimenticare gli altri anni di serie A2, col San Miniato Siena di Santoli insieme anche a Birghillotti, e col San Paolo Pisa di mister Papini. Sì, i bei ricordi sono tanti, e non potrebbe essere altrimenti visto che tra A1, A2, B e C1 le categorie a più riprese le ho girate tutte. Ma adesso basta ricordi, è tempo di guardare avanti. Non vedo l’ora di cominciare”.
A proposito di inizi, il Prato Calcio a 5 ha intanto ufficializzato l’avvio della preparazione, fissato per il 2 settembre. La squadra ha già in programma alcuni impegni amichevoli, tra i quali il Memorial Giglioli di Poggibonsi a metà settembre ed il Torneo Macron, organizzato in collaborazione con il nuovo sponsor tecnico laniero. Il programma verrà ufficializzato nei prossimi giorni.