“Una scelta personale, voglio più tempo per la famiglia”

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In questa intervista il mitico Pippo Quattrini spiega i motivi della sua decisione di lasciare il Prato C/5: “Sono anni che di sabato giro l’Italia, a 45 anni era l’ora di fare una scelta di vita”. Allenerà i Bulls Prato.

Ieri sera Pippo Quattrini ha lasciato il Prato Calcio a 5. La notizia era da un po’ di tempo nell’aria ma non per questo fa meno rumore. Per molti, diremmo addirittura per tutti Pippo Quattrini “era” il Prato Calcio a 5, e lo è stato per anni. Da capitano, da allenatore, da mito, da campione, da uomo, da dirigente, da persona generosa e straordinaria qual è Pippo ha dato tutto se stesso in questi anni per la causa biancazzurra, rivestendo più ruoli e sollevando trofei a non finire, senza abbandonare la nave nei momenti più bui e riportando il Prato ai vertici della serie B nazionale, col sogno A2 sfumato quest’anno sul più bello.
Prima di iniziare questa chiacchierata di “arrivederci” (no, la parola “addio” con Pippo non la useremo mai), permetteteci di ringraziare ancora una volta Superpippo per tutto quello che ha fatto per il Prato Calcio a 5. Caro Pippo, sei stato e sarai sempre IL NOSTRO CAMPIONE.
E adesso veniamo alla nostra chiacchierata, “il dente da togliersi”, come scherzosamente l’ha definito Pippo Quattrini.

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Pippo, perché te ne vai?
“La mia è una scelta personale che non cela motivazioni di altro tipo. Prato ormai è la mia seconda città, ci abito da 13 anni, ci lavoro, ci ho messo su famiglia. E’ una decisione che ho preso a malincuore, ma ho ritenuto che fosse arrivato il momento. Dopo tanti anni di professionismo e di professionalità, voglio avere più tempo per dedicarmi alla mia famiglia. Voglio tornare ad avere il sabato libero senza dover andare a spasso per l’Italia, sono anni che non mi è possibile. E’ vero, ci avevo già provato 8 anni fa per una stagione ma è diverso, allora avevo appena 37 anni (sorride, ndr). Oggi ho 45 anni e voglio provare questa nuova vita. Poi se tutti i sabati mi ritroverò al palazzetto a tifare Prato vorrà dire che qualcosa mi manca troppo ed a quel punto si potranno rivedere tante cose”.
Dove andrai, Pippo?
“Ho avuto contatti con i Bulls Prato, saranno loro la mia destinazione. Cercavo una squadra di categoria inferiore alla serie B, ma che avesse obiettivi seri e progetti di lungo respiro. I Bulls mi sono sembrati una società con le giuste basi per costruire qualcosa. Abbiamo parlato varie volte ma fin qui ci siamo sentiti solo saltuariamente perché ero tutto concentrato sui play-off del Prato e non volevo parlare d’altro. Da oggi ci sentiremo molto di più, ovviamente”.
Il ripescaggio in C1 appare probabile, ma se fosse C2?
“Non importa. Mi ritengo un professionista a prescindere dalla categoria. C1 o C2, ci metterò lo stesso entusiasmo e la stessa voglia”.
Sarai solo allenatore o anche giocatore?
“Mi tessererò come giocatore. Darò il mio apporto in campo alla squadra ma non sarà così determinante, questo almeno è il mio pensiero. Poi vediamo, dipende anche dalla rosa che riusciremo ad allestire. Se la società mi accontenterà nelle mie richieste avrò meno bisogno di giocare. Io comunque ancora non ho cercato giocatori, solo da oggi lavorerò per i Bulls”.
Ieri sera hai parlato a squadra e società: emozionato?
“Durante la chiacchierata ufficiale con la squadra ho cercato di tagliare corto. Sono una persona emotiva ed ho rischiato veramente di lasciarci qualche lacrima. L’emozione è molta. A Prato ho fatto tanta della mia carriera sportiva. I trofei che stanno in sede, tranne una Coppa Italia, li ho alzati tutti io. Lasciare il Prato Calcio a 5 è lasciare una parte di me. Ma non è un divorzio. Non so neanche che parola usare per descrivere questa mia scelta. Sono in rapporti fantastici col presidente Apicella, col nuovo allenatore Coccia sono amico sul campo e quasi un fratello fuori dal campo. I contatti tra me ed il Prato non mancheranno, sarò sempre a disposizione se serve una mano, un consiglio. La mia, ripeto, è una scelta di vita. Rivoglio un po’ del mio tempo. E’ chiaro, se coi Bulls saliamo in B in futuro il problema si riproporrà, ma adesso non ci penso. Volevo questo anno diverso. Adesso vediamo come la prendo”.
Sul mercato però Prato e Bulls, stando alle voci, saranno rivali.
“Le voci sono sempre tante e spesso infondate. Io ho parlato con tanti giocatori e gli ho spiegato che un campionato come la serie B è molto importante. I giocatori mi hanno confermato la loro stima, mi hanno espresso solidarietà e comprensione per la mia scelta, hanno espresso molto rammarico dicendomi che la mia presenza per loro era importante. Tutte cose che mi hanno fatto piacere. Ma io ripeto: ho 45 anni, prima o poi questa cosa doveva succedere. Questi ragazzi ormai sono pronti per fare una grande serie B senza di me. So che il Prato Calcio a 5 ha già iniziato a parlare con tutti i giocatori per i rinnovi, starà alla società dare ai ragazzi i giusti stimoli per il prossimo campionato. La società e mister Coccia hanno voglia e potenzialità per affrontare un campionato di vertice in serie B ed hanno tanto entusiasmo. I giocatori vorranno conferme sulla rosa in allestimento e sugli obiettivi”.
Che aggiungere ancora, Pippo?
“Che saluto col cuore Aniello, Roberto, tutti i ragazzi, lo staff. Ricordo con passione il gruppo storico del Prato, che non va dimenticato. Che grandi soddisfazioni ci siamo tolti insieme! Sono certo che anche senza di me le soddisfazioni per il Prato continueranno. Per quanto mi riguarda, adesso che scendo di categoria spero che aumenti l’attenzione sul cosiddetto calcio a 5 minore, dove ci sono tante società che fanno sacrifici per portare avanti la passione per questo bellissimo sport. Ho molta fiducia nel nuovo delegato Antonio Scocca, credo che farà bene perché ha idee molto intelligenti”.