“Voglio dimostrare tutto il mio valore”: parla Bertoldi

bertoldi5Prima intervista da biancazzurro per l’universale Giacomo Bertoldi, ventiquattrenne talento proveniente dal Cus Pisa: “Per me è arrivato il momento di misurarmi con una nuova realtà. Sono carico e molto motivato. Le mie qualità migliori? Corsa e difesa”.

Giacomo, intanto benvenuto nella famiglia biancoazzurra. Hai deciso di cambiare e sposare la causa laniera dopo 5 anni trascorsi vicino casa, tra Viareggio, Vicarello e Pisa. Cosa lasci, cosa pensi di trovare, le tue sensazioni insomma.
Sono soddisfatto della conclusione della trattativa e al contempo sono molto felice di sposare la causa del Prato C/5; credo che per me sia il momento di misurarsi con una realtà differente, per capire a fondo il mio valore affrontando nuove sfide. Sicuramente mi lascio indietro tanti amici, persone fantastiche che mi hanno dato tantissimo nel corso di questi anni di calcio a 5, fin dai primi tempi a Viareggio con Morini, che per me è, è stato, e sarà sempre come un padre e non smetterò mai di ringraziare, passando poi dall’esperienza pisana, sicuramente quella che ad oggi mi ha formato sia dal punto di vista tattico sia dal punto di vista della maturazione della mia persona; questo grazie a persone che dedicano anima e corpo a questo sport, persone quali Renzo ed Andrea Serafini e Massimiliano Pio, che ritengo essere grandi persone ancor prima di essere grandi dirigenti, e che colgo l’occasione di ringraziare per avermi permesso di fare questa nuova esperienza. Senza dimenticare Mario Piludu, che ci ha portato a vincere il campionato under 21 due anni fa e col quale ho soprattutto legato dal punto di vista umano, e Nicola Lami, la persona alla quale indubbiamente devo riconoscere la totalità dei meriti per avermi portato ad essere il giocatore che sono ora, un mister preparato e con una sana passione che mi ha permesso di migliorare e di crescere giorno dopo giorno. Per non parlare del gruppo pisano, al quale rimarrò comunque profondamente legato. Riguardo a cosa penso di trovare, so che la strada davanti a me è tutta in salita: devo dar prova di potermi adattare ad un ambiente diverso e dimostrare le mie qualità; sicuramente non sarà facile, ma è proprio da queste motivazioni e ambizioni che devo partire: so quanto valgo, e ce la metterò tutta per dimostrarlo alla squadra e ai tifosi.

Bertoldi con la maglia del Cus Pisa

Bertoldi con la maglia del Cus Pisa (foto di Roberto Carnevale)

Mister Coccia ti ha cercato e voluto fortissimamente. Una soddisfazione ma anche una responsabilità.
Sicuramente è una grande responsabilità, perché quando non rendi quanto devi sul terreno di gioco, ne risponde anche – e soprattutto – chi ti ha voluto fortemente e chi si è esposto per te. Questo però mi carica, perché so di dover dimostrare tutto a persone con cui ancora non ho lavorato, e non può essere altro che un incentivo a dare sempre il massimo, a stare sempre sul pezzo, a non mollare mai. Sono curioso di lavorare con Mister Coccia, e cercare di apprendere il più possibile da questa esperienza con lui.

Da qualche anno sei considerato uno dei giovani emergenti e migliori della Toscana. Consideri la prossima la stagione della possibile definitiva consacrazione?
Penso di aver dimostrato molto, e di avere ancora molto da dimostrare; quindi non saprei dirti se si possa parlare correttamente di definitiva consacrazione. Se giochi bene e risulti determinante, ma non hai dato il massimo di te stesso e non hai fatto il salto di qualità, si può parlare di consacrazione?  Io posso solo assicurarti che finché avrò la possibilità di migliorare non avrò intenzione di fermarmi. Che poi la consacrazione ci sia o meno, questo dipende molto e soprattutto dal giudizio di chi mi valuta e da quanto possa migliorare ulteriormente.

Il ruolo di universale ti calza a pennello ma è sempre di difficile interpretazione. Quali sono le tue caratteristiche tecniche peculiari?
Ritengo di essere un giocatore dinamico, che sicuramente fa della corsa e della rapidità le sue caratteristiche principali; prediligo la fase difensiva a quella offensiva, e genericamente ho sempre ricoperto il ruolo di centrale difensivo o comunque di laterale, con l’attitudine di dar sempre una mano in fase di copertura e raddoppio di marcatura.

Il Prato C/5 non nasconde le proprie ambizioni di disputare  un campionato importante, almeno confermare i play off.  Spaventato?
So cosa voglia dire giocare un play out di serie B, ma non ho mai avuto l’occasione di disputare i  play off di categoria; tuttavia non credo si possa parlare di paura o timore.
Più che spaventato, direi sicuramente motivato. Spero di poter contribuire a questo importante obiettivo nella maniera migliore possibile.

Bertoldi ritratto con Righeschi della Poggibonsese (foto di Roberto Carnevale)

Bertoldi ritratto con Righeschi della Poggibonsese (foto di Roberto Carnevale)

Prato, piazza importante con tifosi che tendono ad identificarsi nei propri beniamini. Per concludere, regala due parole ai tuoi prossimi fan.
Sicuramente Prato è una piazza importante e calda, e quando si scende in campo all’Estraforum si respira la storia. I tifosi si aspettano giustamente il massimo, e non voglio deluderli. Voglio rispondere presente ad ogni apparizione, così come loro non fanno mancare mai il loro sostegno. La mia speranza è di veder accontentate le loro aspettative a fine stagione.