Wellington: “Che grandi i tifosi! Abbiamo vinto di squadra”

welli2-0Il brasiliano Wellington, insieme a tutti i suoi compagni, si sta rendendo protagonista di un gran girone di ritorno. In gol anche col Chiuppano, Wellington ci parla dei segreti di questo piccolo, grande Prato. Che, già qualificato per la semifinale, sogna.

Wellington, avete vinto all’ultimo secondo contro una squadra forse più forte di voi: come ci siete riusciti?
“Più forte di noi non direi. Però sapevamo che giocare contro il Chiuppano sarebbe stato davvero difficile. Trovare il gol partita all’ultimo secondo poi è stato bellissimo. E’ l’anima che ci abbiamo messo come squadra che ci ha portato a vincere, alla fine”.
Come avete fatto a rimanere concentrati dopo l’assurdo pomeriggio che avete vissuto, con la chiusura in extremis del palazzetto al pubblico?
“Non so bene cosa sia successo per quello che riguarda il palazzetto, ma è assurdo che un impianto come il nostro non sia reso disponibile per un evento sportivo, per di più di grande livello. Ho giocato da tante parti e so bene che una struttura come l’Estraforum ce l’hanno a disposizione pochissime squadre. Purtroppo si è consumata una vergogna per la città di Prato, peccato”.

Wellington e Calamai, due tra i migliori in campo

Wellington e Calamai, due tra i migliori in campo

Cosa vi siete detti nello spogliatoio prima della partita e all’intervallo?
“Siamo un gruppo. Come tanti gruppi, ci sono volte nelle quali le cose vanno bene, ed altre in cui vanno male. La forza sta nel gruppo. All’inizio della partita ci siamo uniti nello spogliatoio e ci siamo detti che avremmo potuto vincere solo giocando di squadra. Siamo riusciti a dimostrare questo spirito in campo. Io quello che pensavo l’ho detto prima di cominciare: un guerriero può vincere una battaglia da solo, ma non una guerra. E’ da questo spirito che arriva la spinta per unirci sempre più e tirar fuori il cento per cento da ciascuno di noi”.
Domanda ormai consueta, ma qui la sorpresa aumenta sempre di più: da terzultimi a semifinalisti dei play-off, ma che è successo nella strana stagione del Prato Calcio a 5?
“Eh, che dire… Nel girone di andata abbiamo fatto veramente male. A quel punto la squadra è stata rifatta di sana pianta a dicembre, sono andati via 7 giocatori e sono arrivati elementi nuovi. Il mister ha dato fiducia a quelli che sono rimasti ed ha dimostrato di avere il potenziale per lavorare con un gruppo così. Con tanti sacrifici e tanto lavoro adesso ci stiamo togliendo delle soddisfazioni. Lo dicevo già a settembre, il lavoro paga sempre, e adesso stiamo vedendo cosa è il lavoro. Il sudore, lo scatto in più durante un allenamento… Uniti possiamo fare veramente bene. Io ci credo”.

Il Prato festeggia un gol negli ottavi

Il Prato festeggia un gol negli ottavi

Con che spirito andate ad Imola? Per te è una partita da ex, emozionato?
“Andiamo per giocare la nostra partita e se tutto va bene per conquistare il diritto a giocare in casa la semifinale del 17 maggio. Giocare una semifinale davanti al nostro pubblico farebbe davvero la differenza. Questo è ciò che vogliamo. Tornare ad Imola dopo tanti anni, per di più per giocare una gara così importante, sarà una grandissima emozione. Rivedrò persone che non vedo da tanti anni, giocherò nel palazzetto dove ho iniziato la mia carriera in Italia. Ho grande rispetto per l’Imola ed un po’ di emozione ci sta… però adesso sono tutto per il mio Prato e voglio vincere!”
Torniamo a Prato-Chiuppano: un gruppo di tifosi è rimasto ad aspettare più di un’ora fuori dal palazzetto, invece di tornarsene a casa: la loro passione vi ha caricato? Li avete visti rientrando negli spogliatoi all’intervallo?
“Vedere i nostri tifosi costretti a stare fuori dal palasport è stata davvero dura per noi. Sì, rientrando li abbiamo visti che gridavano dal cancello per spingere la squadra, ed è stata una grossa spinta in più per noi. Posso solo dire grazie di cuore a tutti i tifosi, da quelli che sono rimasti a tutta quella fiumana di gente che ci ha seguito in streaming”.
Cosa hai provato quando hai visto entrare il 3-2 di capitan Apruzzese?
“Quand’è entrata la palla spinta in rete da Beppe, c’è stata come una grandiosa esplosione di gioia. Non solo di noi giocatori. Dal telecronista che si fiondava giù per le scale al presidente che correva e saltava dentro al campo, poi il sorriso del mister, l’urlo di Renzo Gualchieri. E’ per emozioni come queste che gioco a questo sport”.
Che idea ti sei fatto di questo Prato che piano piano sta provando a rinascere?
“Buoni, ora rimettiamo tutti i piedi per terra. Non abbiamo ancora fatto niente. Continuiamo a lavorare, che ora arrivano delle partite ancora più importanti. Cominciamo pian piano a toglierci qualche soddisfazione, cresciamo noi come squadra e cresce anche la società. Però sempre mettendoci testa e lavoro, perché il cammino fino alla vittoria finale è ancora lungo”.
Non siete troppo pochi per sognare in grande?
“E’ vero, siamo pochi, però siamo duri e uniti. Sappiamo che non sarà facile, che le partite saranno sempre più intense e difficili. Ognuno di noi però sta dando il cento per cento, e quando non ce la facciamo più ci sono i giovani che hanno la qualità e la nostra fiducia per entrare e giocare bene”.